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martedì 15 ottobre 2013

Seychelles, paradisi terrestri e fiscali extra-territoriali

L'ordinamento delle Seychelles è orientato da una visione dinamica della crescita economica e del benessere sociale. In linea con questa strategia di progresso e di accrescimento economico e morale, il governo dell'arcipelago ha impiegato le sue risorse in numerosi investimenti nell'istruzione pubblica, nella sanità pubblica, nell'edilizia abitativa pubblica e in altri settori e servizi fondamentali, per anni.  

Nonostante i molti limiti legati alle ridotte dimensioni delle sue isole, lo Stato delle Seychelles sta facendo tutto il possibile per gestire lo sviluppo economico e sociale, con il dovuto riguardo per l'ambiente, e può essere considerato un paese esemplare che ha intrapreso un percorso di sviluppo sostenibile. Esso è in costante e inarrestabile movimento in avanti, realizzando la più moderna tecnologia e il suo unico, vibrante, dinamico mix di popoli e culture diverse.


Alla fine del 2008, le Seychelles hanno intrapreso un programma d'investimenti e un complesso onnicomprensivo di riforme, con il sostegno del Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale e la Banca africana di sviluppo.

A poco più di un anno dall'inizio del programma di riforma, le Seychelles hanno liberalizzato con successo il regime di scambio, con la rupia stabilizzata, e sono ben sulla buona strada per essere annoverate tra gli stati con le migliori pratiche di politiche monetarie prudenti. Aggiustamenti di bilancio significative, con sostanziale consolidamento del debito, e di soccorso sono stati anche parte dei successi delle ampie riforme avviate in collaborazione con le altre parti interessate.


Ci sono le condizioni ideali per le Seychelles; potranno ora riprendere un percorso di crescita e non vi è la necessità di entrare in contatto con investitori e di prendere in considerazione nuove strade, come si comincia ad esplorare nuovi mercati per continuare gli sforzi per diversificare ulteriormente l'economia, in linea con la riduzione del ruolo di l'attività del settore privato di Stato e incoraggiante.

martedì 10 settembre 2013

Come lo Stato spende senza causare inflazione

Recessione ed eccessi di prelievo fiscale
Estorcere denaro dal contribuente, carpire una dichiarazione dei redditi e sottrarre, con la forza e con l'inganno, sostanze alle famiglie e alle imprese, può essere visto come uno stratagemma per consentire al governo di uno Stato di procedere con la spesa pubblica senza causare inflazione. Quando una parte del nostro reddito è evaporato in imposte e tasse, rimaniamo in condizioni di acquistare meno prodotti e servizi rispetto a quelli che sono disponibili sul mercato interno e di cui avremmo bisogno. Quella parte di prodotti/servizi di cui avremmo bisogno ma che non possiamo più comprare, possono essere acquistati dal governo dello Stato senza che il totale della spesa (quella nostra, privata, e quella dello Stato, pubblica) sia superiore al totale dei prodotti e servizi messi a disposizione dall'offerta, in un dato momento,  in un dato sistema economico. Tuttavia, se il governo dello Stato estorce troppo denaro dal contribuente dissanguato, per far fronte alle spese dello Stato, la spesa complessiva non è sufficiente per assicurare che il totale dei prodotti e servizi offerti venga assorbito dalla domanda.

Se, più avanti, non si vende ciò che si produce, si iniziano a perdere posti di lavoro; da ciò, dalla disoccupazione, deriva una minore capacità di spesa che, a sua volta, comporta un ulteriore calo di vendite dal quale consegue un ulteriore aumento di disoccupazione e l'economia entra in una spirale discendente che chiamiamo comunemente recessione.

Spesa pubblica (sociale) o spesa militare?
Il governo dello Stato fa queste cose, per fornire le infrastrutture pubbliche. La cosiddetta "spesa pubblica", comprende, soprattutto e prima di tutto, le spese militari, le spese per la distruzione delle vite umane, delle risorse, della ricchezza prodotta, che non deve essere distribuita, e per la "guerra". Secondariamente, le spese riguardano anche il mantenimento dell'apparato burocratico e militare dello Stato. Per il giusto ammontare della spesa pubblica, che dobbiamo presumere sia necessaria per gestire la nazione, quanto elevate dovrebbero essere le imposte? Il "giusto" ammontare della spesa pubblica ha a che fare con decisioni politiche, e di politica economica, che, se intese nella maniera corretta, non hanno niente a che vedere con le finanze dello Stato. (Vedi la spiegazione di Warren Mosler sulla copertura finanziaria della spesa pubblica). Il costo reale per gestire l'apparato dello Stato è il costo reale dei beni reali e dei servizi reali che l'apparato impiega (le ore lavorate, i carburanti, i materiali, l'energia elettrica, l'acciaio, la fibra di carbone, gli hard drive, eccetera) e che, altrimenti, sarebbero offerti alla domanda privata e metterebbero a disposizione di famiglie ed imprese maggiori quantità di beni e di servizi, arricchendo ed accrescendo l'economia e la popolazione. E così, quando lo Stato assorbe una gran parte di risorse per gli scopi propri di chi gestisce i burattini ai governi, restano ben pochi beni e servizi ad arricchire il resto della società e i cittadini di quello Stato.

Il sistema monetario dello Stato è solo uno strumento
Per esempio, dato il costo reale delle forze armate che si vogliono ordinate della "dimensione e misura giusta", con un sufficiente numero di donne e di uomini armati e pronti ad uccidere, un cospicuo numero di lavoratori, ingegneri, tecnici, sindacalisti, "contoterzisti", che lavorano per i complessi dell'industria militare, dei carri armati, delle navi da guerra e dell'industria aerospaziale, rimangono pochi lavoratori impegnati a produrre beni e servizi utili all'accrescimento della ricchezza dei beni disponibili sul pianeta. Si produrrà meno cibo, meno automobili, meno medicina, meno case, e meno tante altre cose di cui le creature umane hanno più bisogno per sopravvivere degnamente. E allora bisogna prima decidere la "grandezza" delle infrastrutture pubbliche che si vogliono realizzare, ragionando onestamente sul rapporto fra costi e benefici, e non sulla questione della copertura finanziaria, che è una presa per il culo. Dopodiché, il sistema monetario è solo lo strumento che possiamo usare per realizzare i nostri reali obiettivi politici ed economici. Dopo aver deciso cosa dobbiamo spendere per avere un apparato statale delle dimensioni che abbiamo stabilito precedentemente, possiamo aggiustare i livelli dell'imposizione fiscale in modo tale da poter avere, tutti, abbastanza potere d'acquisto per comprare cosa è rimasto disponibile dal lato della domanda interna dopo gli acquisti di beni e servizi fatti con la spesa pubblica.

Imposte che prelevino una percentuale inferiore di ricchezza

In generale, dovremmo aspettarci che le imposte prelevino dalle tasche dei già oltraggiati e dissanguati contribuenti, una percentuale di ricchezza inferiore rispetto alla proporzione della spesa pubblica. Infatti, per esempio, Warren Mosler, quando  spiega la moderna meccanica monetaria - la cosiddetta MMT - prevede che un disavanzo di bilancio del 5% sul prodotto interno lordo, possa essere la norma; e, nel sistema attuale degli Stati Uniti d'America, secondo lui, ammonterebbe a 750 miliardi di dollari all'anno. In ogni caso quel numero lo dà senza attribuirgli troppa importanza; potrebbe essere superiore o inferiore a seconda delle circostanze. Ciò che conta per Mosler è chiarire che lo scopo di imposte e tasse (le quali imposte e tasse, secondo la rigorosa scuola empirica del prof. Giacinto Auriti, sono altresì prive di fondamento giuridico, dato che la caduta del diritto tributario discende come prima conseguenza dalla dimostrazione del valore indotto della moneta) è quello di bilanciare l'economia, facendo in modo che non soffra di accelerazioni di crescita troppo brusche o di rallentamenti troppo drammatici.

Aumentare la spesa pubblica o diminuire l'oppressione fiscale
E perciò, non si vorrebbe mai aumentare la dimensione dell'apparato dello Stato per aiutare l'economia a superare un rallentamento della crescita. Perché, è vero che aumentando la spesa pubblica, durante una fase di recessione o di rallentamento della crescita, si aggiustano i numeri; ma è altresì vero che si ottiene un risultato molto più produttivo con la dovuta e proporzionale riduzione d'imposte, tasse e tributi, tanto ampia da consentire il ripristino della spesa privata fino alla grandezza di spesa desiderata.

Imposizione fiscale: atto intimidatorio per forzare il valore indotto della moneta

La spiegazione di Mosler sbatte contro la rigorosa disciplina empirica della moneta e del credito del professor Giacinto Auriti, il quale, purtroppo, ci ha lasciati nel 2006, perché sostiene che, in assenza di tassazione, in assenza di estorsione forzosa di tributi, imposte e tasse da parte dello Stato, i cittadini non avrebbero alcuna motivazione (indotta con la forza, la minaccia, il ricatto e l'inganno) ad accettare quella specifica moneta come mezzo di scambio; e ciò forse non contraddice neppure la tesi del prof. Auriti; infatti, il valore indotto (il valore convenzionale) si ha nel momento dell'accettazione della specifica moneta come mezzo di scambio, da parte di chi la usa; ma cosa spinge i cittadini ad accettare un mezzo di scambo piuttosto che un altro, in assenza di controvalore in riserva aurea ovvero in assenza di taglieggiamento fiscale? E allora possiamo concludere che, secondo la lucida analisi di Mosler, tributi, imposte e tasse, servono, più che a regolare l'economia, ad assicurare il valore indotto della moneta nominale, che è assolutamente priva di valore intrinseco, quantomeno dal 1971, data in cui è stato unilateralmente abolito dal burattino Nixon il cosiddetto Gold Standard; e cioè, in definitiva, ad obbligare i cittadini ad accettare con il ricatto, la minaccia e la frode, una moneta di corso legale forzoso che potrebbe diversamente non accettare; soprattutto, considerando le condizioni di usura sistematicamente imposte dal sistema creditizio che vengono giù a cascata, direttamente, dal sistema delle banche centrali degli stati e dalla banca centrale del mondo. Mosler sostiene esplicitamente che:

"nulla verrebbe neppure offerto in vendita in cambio della moneta nominale"


in assenza del taglieggiamento fiscale che ne impone il corso "legale" forzoso.

mercoledì 24 luglio 2013

Società offshore: procedura di costituzione con IBC

Una società offshore è semplicemente una società costituita in uno Stato estero. È piuttosto comune indicare con il termine società offshore, società offshore collocate in paesi esteri con condizioni fiscali più ragionevoli rispetto alle nostre.

Parecchi stati offrono opportunità di creare società offshore soggette ad imposizione fiscale bassa o prossima allo zero; Hong Kong è certamente una delle soluzioni più organizzate e sicure per costituire una società offshore; altri esempi di paesi con condizioni fiscali favorevoli alla tutela del risparmio che invitano investitori stranieri a costituire società offshore sono: Samoa, Seychelles, Isole Vergini Britanniche, Isole Marshall, Vanuatu, Regno Unito, Nuova Zelanda, Stati Uniti d'America, Portogallo, Austria, Olanda.

Ovviamente, la società offshore di Hong Kong rimane la scelta privilegiata per molti imprenditori della piccola e media impresa in cerca soluzioni leggere ed efficaci.
Costituire una società offshore serve naturalmente a ottenere sgravi sulla dura imposizione fiscale e a salvare i propri sudati risparmi; ma, oltre a ciò, creare una società offshore dà una moltitudine di altri vantaggi, fra i quali: la semplificazione della burocrazia, l'accesso a servizi rapidi ed efficienti, l'ottimizzazione dei costi di gestione, la riservatezza reale sui propri movimenti bancari, la protezione del patrimonio, e si potrebbe andare avanti a lungo sui molteplici ulteriori vantaggi per chi costituisce una società offshore e per chi costituisce società offshore a Hong Kong.

Nei confronti degli stati a fiscalità contenuta, che, in quanto tali, attirano gli investimenti di soggetti residenti in stati con regimi fiscali più rigidi (in alcuni dei quali, come l'Italia, la pressione fiscale è stata esasperata per decadi ed è fra le più elevate del mondo), è da sempre in atto una sconveniente e inappropriata politica di criminalizzazione da parte dei giornalisti poco avveduti, e degli stessi governi di quegli stati, i quali non riescono in nessuna maniera a percepire il fatto semplicissimo che ciò che sposta i capitali all'estero sono le migliori condizioni di sopravvivenza degli stessi capitali; non ci si vedrebbe costretti ad elidere il fisco e a costituire una società offshore se il clima fiscale fosse ragionevole, poco opprimente, favorevole allo sviluppo economico e basato su procedure semplici ed accessibili come è per le società offshore; ciò può valere per gli investimenti come per i risparmi.

Sulle società offshore, inoltre, va ricordato che, nonostante le leggende delle cosiddette "liste nere" dei paesi con sistemi fiscali razionali e contenuti, è perfettamente legale costituire una società offshore e resta attualmente legale per un soggetto residente in qualsiasi stato creare e utilizzare una società offshore.

La costituzione di Società offshore è strumentale spesso ai fini di protezione dei beni patrimoniali; la società offshore viene utilizzata come veicolo per la costituzione di trust, le società offshore divengono destinatarie di valori mobiliari e immobiliari, le azioni delle società offshore vengono poi destinate in Trust a fini di tutela del patrimonio e dello scopo sociale del Trust.

La cessione di quote azionarie nei cosiddetti paradisi fiscali avviene con elevata velocità di circolazione. Il sistema di common law su cui sono basate la maggior parte delle società offshore determina una semplicità di gestione senza paragoni; la contabilità è spesso nulla, in quanto la maggior parte dei paesi presso i quali sono collocate le società offshore sono paradisi fiscali.

Società off shore di nuova costituzione "tailor made company"
(operativa in 14 giorni lavorativi)

Giorno 1
Il Cliente trasmette una serie di informazioni ad IBC: Indirizzo, copia del passaporto e della carta d'identità di almeno un azionista e un direttore (i due ruoli possono anche essere ricoperti da una sola persona fisica), 3 ipotesi di nomi (ragione sociale) da attribuire alla nuova società (in ordine di preferenza), un acconto del 50% sulle competenze concordate.
I clienti possono inviare una e-mail a: info@iibca.com con le seguenti informazioni:

3 nomi da attribuire alla società in ordine di preferenza.
Titolare o socio
• Cognome
• Nome
• Numero di passaporto
• Nazionalità
• indirizzo di residenza
•% della partecipazione di ogni azionista
Direttore
• Cognome
• Nome
• Numero di passaporto
• Nazionalità
• indirizzo di residenza
Il preposto che avrà la firma autorizzata in banca; indicare se avrà potere di firma singolarmente o congiuntamente:
• Cognome
• Nome
• Numero di passaporto
• Nazionalità
• indirizzo di residenza
I documenti dovranno esserci inviati in copia via posta per garanzia di correttezza della modulistica.

Giorno 3
IBC confermerà al cliente se il nome scelto potrà essere usato.
IBC invierà al cliente i documenti per le firme.


Giorno 4
Il Cliente vorrà rispedire indietro i documenti firmati ad IBC per l'elaborazione, congiuntamente all'effettuazione del versamento del saldo.

Giorno 14
I documenti saranno disponibili al cliente:
Certificato di costituzione. (CI)
Business Registration Certificate (Certificato di registrazione dell'impresa).
Quando i due certificati sono disponibili, il cliente è già in grado di operare e di intraprendere qualsivoglia attività commerciale o logistica prevista nello statuto dell'atto costitutivo la sua società.

Giorno 18
Saranno disponibili per il cliente i kit di società (timbri, sigilli, libro dei soci e registri amministrativi)
Nota importante
Il tempo necessario è espresso in giorni lavorativi, non giorni di calendario.
Esiste una procedura accelerata che può ridurre i giorni lavorativi a 7 ma comporta una serie di costi aggiuntivi.
L'intero processo di costituzione e di servizio termina qui. L'azienda di nuova costituzione è in grado di operare nel giro di 14 giorni.

 2 - Ready Made Company (operativa in 3 giorni lavorativi)

Giorno 1
Il Cliente sceglie l'azienda che vuole acquisire in base al nome, all'anzianità e a una serie di altri parametri facoltativi da una lista di imprese inattive messa a disposizione dall'autorità competente.
Il Cliente trasmetterà ad IBC alcune informazioni necessarie per la preparazione dei documenti, esse comprendono: indirizzo, copia del passaporto e della carta d'identità di almeno un socio/titolare e di un Direttore; le due figure possono essere rappresentate anche qui da una sola persona fisica.
Il nome dell'azienda scelto dalla lista aziende fornita.
Il pagamento integrale delle imposte di registrazione e delle competenze per il servizio annuale è obbligatorio.

Giorno 3
IBC invierà il certificato di incorporazione e i kit di società (timbri, sigilli, libro dei soci e registri amministrativi)  al cliente.
Quando il Certificato di incorporazione è disponibile per i cliente, egli è già in grado di utilizzare l'azienda per operare ed intraprendere qualsiasi transazione commerciale compresa nel suo statuto, anche se qualche processo di registrazione sarà completato nei giorni successivi.

I clienti vorranno inviare una e-mail a: info@iibca.com con le seguenti informazioni:
Nome della società prescelta.

Titolare/Socio
• Cognome
• Nome
• Numero di passaporto
• Nazionalità
• indirizzo di residenza
•% della partecipazione di ogni azionista

Direttore
• Cognome
• Nome
• Numero di passaporto
• Nazionalità
• indirizzo di residenza
Operatore preposto all'interazione con le banche: Chi sarà autorizzato a firmare, singolarmente o congiuntamente.
• Cognome
• Nome
• Numero di passaporto
• Nazionalità
• indirizzo di residenza
I nostri clienti vorranno inviare copie dei passaporti e degli altri documenti anche via posta a garanzia della corretta compilazione dei documenti necessari.
IBC invierà i documenti al cliente per la firma.
Il Cliente vorrà rispedire ad IBC i documenti firmati per l'elaborazione.
IBC invierà al cliente i documenti elaborati e il certificato di registrazione delle imprese.

L'intero processo di integrazione e di servizio termina qui in 6 giorni lavorativi ma l'impresa di nuova costituzione può già operare dal terzo giorno lavorativo successivo alla data della prima presentazione dei documenti e del versamento delle competenze.

Gestione amministrativa e formalità obbligatorie.
IBC gestisce per i suoi clienti anche le formalità annuali e gli adempimenti burocratici a scadenza fissa. A Hong Kong, ogni società deve depositare un documento di dichiarazione dei redditi su base annua (In Cina, il deposito della documentazione fiscale è su base mensile). La maggior parte dei clienti utilizza la data del 31 / 3, che coincide con la fine dell'anno fiscale (per far collimare le date con le scadenze del governo, ma in realtà ogni impresa è libera di scegliere qualsiasi altra data). Naturalmente, per le piccole e medie imprese, il lavoro di contabilità e revisione contabile viene fatto una volta l'anno.
Alcune formalità annuali obbligatorie per una società a responsabilità limitata registrata a Hong Kong sono le seguenti: obbligo di registrazione delle imprese (OAE) e rinnovo annuale della registrazione delle imprese, obbligo di registrazione presso Company Registry (CR). Occorre predisporre un rendiconto annuale, anche se non è intervenuto nessun cambiamento durante l'anno sui fatti della gestione, per esempio anche se non sono stati modificati il capitale, uno o più soci o uno o più direttori della società.
Durante l'anno, qualsiasi modifica delle quote di capitale conferite, assunzione o licenziamento di direttori, subentro di soci o altro, deve essere depositata presso il CR. Le informazioni devono essere archiviate e pronte per gli organi pubblici di verifica al fine di tutelare gli interessi della società e dei terzi.

Inland Revenue Department (IRD)
Rendiconto di dichiarazione dei redditi per l'IRD

Profit Tax - una volta all'anno, imposta sui redditi d'impresa, solo per le aziende che operano transazioni commerciali all'interno dell'area giurisdizionale di Hong Kong. I redditi derivanti da operazioni con tutti gli altri paesi del mondo, che non riguardano transazioni dirette in Hong Kong - cioè non hanno a che fare con le vendite di prodotti e servizi sul suolo fisico di Hong Kong -  sono esenti da imposte.

Salaries Tax (rendiconto del datore di lavoro sulle eventuali retribuzioni ai dipendenti residenti in Hong Kong) - una volta all'anno.

Obbligo di mantenere libri e registri contabili per le elaborazioni di bilancio e per la dichiarazione dei redditi in sede per 7 anni.
C'è poi da notare che:
A) anche le aziende inattive registrate a Hong Kong devono presentare i rendiconti elencati qui di sopra.
B) Quei pochi libri obbligatori e le varie registrazioni che avvengono durante l'anno dovrebbero essere annotate accuratamente e tenute a supporto di qualsiasi rendiconto finanziario o fiscale. IRD può fare delle verifiche su come vengono annotati i fatti di gestione; qualora la classificazione dei documenti fiscali non fosse ordinata IRD potrebbe avanzare dubbi sull'autenticità dei numeri indicati nelle dichiarazioni dei redditi; da qui in poi potrebbero conseguire accertamenti fiscali, stime e valutazioni di bilancio, ammende e altre scocciature che non rendono fluido il processo economico, operativo e finanziario dell'impresa operativa in Cina continentale e a Hong Kong.

Cessazione, metodi e costi.

Cancellazione
E' il metodo meno costoso e più rapido, la spesa totale si aggira sui 300 EUR e comprende anche le imposte governative. Vi sono alcuni vincoli:
l'attività dell'impresa e le transazioni devono essere cessate; non devono esserci vincoli o debiti sospesi verso terzi esterni all'impresa; devono essere evasi tutti gli obblighi nei confronti degli enti pubblici e non devono esservi sospesi in termini di rendiconti o di mancanze sui versamenti di tasse o imposte previste dalla normativa vigente a Hong Kong. Il preposto deve mantenere un archivio della documentazione prodotta per un periodo a seguire.

Liquidazione
Nei casi di liquidazione voluta dai soci della società registrata in Hong Kong, le condizioni sono due: che i soci siano d'accordo sulla liquidazione e che non vi siano rapporti di insolvenza. Il costo complessivo si aggira sui 3000/4000 EUR.

Liquidazione forzosa
Nei casi di insolvenza e di liquidazione forzosa ottenuta con ricorso presso l'organo giudiziario competente per la giurisdizione di Hong Kong, la tassa da versare all'atto della presentazione del ricorso è di circa 1100 EUR e le altre spese sono poi consolidate in rapporto all'andamento della discussione in aula innanzi al giudice. Non sono abilitati ad esercitare procura presso tribunali in Hong Kong e, ancor meno in Cina Popolare, avvocati stranieri. Quindi gli studi di consulenza legale italiani operanti in Cina e in Hong Kong, come anche gli altri studi stranieri, si appoggiano tutti a corrispondenti locali, sempre.
Consulenza contabile e servizi di segreteria in Cina e Hong Kong, domiciliazione società italiane in Cina e Hong Kong; per contenere al minimo i costi sostenuti dagli imprenditori che si rivolgono ai marcati Asiatici. Costituzione di nuove società, acquisizione di società esistenti in Hong Kong, espletamento delle formalità burocratiche ed amministrative.

Per avere più dettagli sulla procedura per aprire una società estera offshore, click qui.