Siti incontri seri

lunedì 8 luglio 2013

A proposito della cosiddetta guerra alla droga

Nel maggio del 1999, presso la University of Southern California, si allestì una sorta di tribunale (vedi video: Truth & lies about 9/11) per trattare il tema della guerra alla droga e il coinvolgimento costante della CIA nel traffico di droga.

Uno dei relatori all'evento del USC, il capo della polizia di San Jose, allora in pensione, Joseph McNamara, durante l'incontro, aveva detto:

- "quando Richard Nixon iniziò la guerra alla droga nel 1972, i fondi stanziati a livello nazionale per tale guerra alla droga ammontavano ad un totale di 101 milioni di dollari. Ai giorni nostri, il totale della somma stanziata ogni anno per la guerra alla droga è di 20 miliardi di dollari. Eppure, ci sono oggi molte più droghe illegali in questo paese, sono meno costose, e sono pure di migliore qualità rispetto al 1972."

Secondo Michael Ruppert, ex detective, ex operatore CIA, eccetera-eccetera, c'erano solo due modi plausibili di interpretare questo fatto così sorprendente. Uno avrebbe potuto pensare che un fallimento di 27 anni (fino all'epoca di quell'assemblea del 1999), nonostante un "budget" quasi 200 volte superiore rispetto a quello iniziale, e a dispetto dell'impegno costante delle menti più brillanti degli apparati giudiziari e politici, fosse stato la conseguenza di una forma d'imbecillità collettiva e di contagiosa ignoranza. Non solo tutti gli operatori coinvolti nella guerra alla droga dovevano essere stati incompetenti e negligenti, ma i loro "budget" erano stati continuamente aumentati e il loro lavoro geometricamente remunerato.

(Questo è esattamente ciò che è stato chiesto di credere al mondo con l'attacco alle 3 torri gemelle di New York, l'undici settembre 2001. Come cavolo poteva essere successo che, nonostante i trilioni che si spendevano e si spendono per armamenti, tecnologie belliche, e per la cosiddetta "difesa" qualche pecoraio dalle caverne dell'Afganistan avrebbe architettato e coordinato le demolizioni controllate delle 3 torri gemelle, il dirottamento di 4 aviogetti di linea e il missile piantato nel "retro" del Pentagono?)

Se anche la proliferazione dei narcotici illegali non era un problema così prioritario come lo si vendeva, una persona sana di mente avrebbe dovuto pretendere una ristrutturazione totale degli enti di stato contaminati da imbecillità, corruzione e incompetenza; licenziamenti in tronco, in massa, di tutto il personale dirigente degli enti di stato e revisione totale delle strategie. Il denaro pubblico che veniva sprecato per l'inutile lavoro di politici e burocrati era denaro prodotto dal lavoro dei cittadini; ed essendo buttato in quel modo, avrebbe poi comportato miseria e disoccupazione per loro, per le loro proprie famiglie e per i loro figli. Nulla avrebbe toccato le famiglie delle élite.

La seconda interpretazione che se ne cavava, inevitabile, era che, quello stato di cose, che veniva gestito dalle élite più istruite e influenti del paese, rifletteva esattamente ciò che doveva essere: un'economia fondata sulla vendita di stupefacenti a livello globale.

Un'economia che generava valori stimati intorno ai 700 miliardi di dollari all'anno in denaro contante solo negli Stati Uniti. Un'economia che generava profitti di cui qualcuno certamente era beneficiario. Chi?

Ci vuole un po' di tempo e dedizione per iniziare solo ad intuire quanto sia rovesciato il mondo che ci appare. Le persone tendono a coprire, a razionalizzare e nascondere, anche inconsapevolmente, anche a sé stesse, la pazzia assoluta del sistema e i colpevoli, ben conosciuti, al suo interno. Celare la verità che minaccia tutti noi è la via psicologica delle famiglie sofferenti che, talvolta, tengono nascoste le violenze sessuali sui propri figli perpetrate da qualche parente stretto. L'antico psichiatra ebreo Carl Jung, discepolo di Freud, aveva detto che "il fondamento di ogni disturbo della mente è dato dalla riluttanza a sperimentare giustificata sofferenza". E Orwell aveva espresso la stessa sofferenza giustificata appartenente a chi doveva fare il terribile sforzo di dire che (2 + 2) = 4.
I moralisti che si dimenano contro i paradisi fiscali e contro la competizione fiscale, pretendono di combattere fenomeni aberranti come il riciclaggio di denaro proveniente dal traffico di stupefacenti, sono gli stessi operatori ai vertici del sistema finanziario internazionale, che controllano le posizioni chiavi del potere, giurisdizionali e di governo, gli stessi che praticano dall'alto, e con grandissimi numeri, esattamente ciò che predicano e comandano i loro sudditi di non fare.

Non eludere il fisco, pagare le imposte, soffrire in silenzio l'inflazione, essere tassati ad ogni singola transazione, su ogni singolo scambio, donazione, eredità, apertura di conto, demolizione d'auto, richiesta di certificato, visita medica, acquisto di farmaci………..eccetera-eccetera: questi sono tutti atteggiamenti virtuosi.
Cercare di sopravvivere, proteggere il proprio reddito, tutelare il proprio risparmio e il proprio patrimonio, difendere i mezzi di sussistenza per le famiglie, dall'oppressione fiscale e dalla rapacità iniqua dell'erario, questi sono comportamenti da censurare. E tutti i moralisti idioti italiani li censurano. Salvo poi a vedere chi sono i veri buoni e i veri cattivi.

Per avere maggiori informazioni sulle società offshore contatta: info@iibca.com
Esenzione fiscale, contabilità semplificata, procedure rapide e flessibili, nessun obbligo sulla nomina di collegi sindacali, tutela della libertà della riservatezza bancaria. Società offshore in rifugi fiscali.

Nessun commento:

Posta un commento

Cosa ne pensi?