Shock economici indotti dai "Chicago Boys": Cile e Argentina, crisi e riforme macro-economiche, povertà, guerra e dislocazione economica, le medicine letali del fondo monetario internazionale: Rwanda, India, Vietnam, Russia, Yugoslavia ed Europa occidentale, forme pervertite di sovranità extra-nazionali.
Cile, 11 settembre 1973
Il colpo di stato in Cile si ha l'undici settembre del 1973. (Bisognerebbe poi studiare le tesi di Franceschetti per verificare la ricorrenza di date particolari, come l'undici settembre). Il presidente eletto, Salvador Allende, viene sostituito; la giunta militare guidata dal generale Augusto Pinochet s'insedia al potere. Poche settimane dopo il colpo di stato militare, Pinochet ordina l'aumento del prezzo del pane, da 11 a 40 escudos; un vigoroso, improvviso, aumento del 264%.
I "Chicago Boys" e il trattamento di shock economico
Questo trattamento di shock economico, imposto in Cile attraverso la dittatura militare, è stato progettato da un gruppo di economisti che si fanno chiamare: "Chicago Boys", discepoli di Milton Friedman, addestrati a Chicago, che pullulano nelle università di economia e soprattutto presso l'Institute of Economics of the Catholic University of Chile. Quell'undici settembre, dopo le bombe al palazzo presidenziale di La Moneda, il governo militare impone il coprifuoco per 72 ore. Quando le università riaprono, pochi giorni dopo, molti di quegli insegnanti, "Chicago-Boys" della Institute of Economics of the Catholic University of Chile, vengono nominati in posizioni chiave dei vari ministeri rimpastati dal governo militare.
Aumento dei prezzi, congelamento dei salari per allontanare spinte inflazionistiche
I prezzi alimentari salgono alle stelle, i salari e gli stipendi vengono congelati, per garantire la "stabilità economica" e per "allontanare le spinte inflazionistiche". Attraverso la
manomissione dei prezzi, con l'assoggettamento dei salari e degli
stipendi, la vita delle persone è stata distrutta; l'economia di
un'intera nazione viene destabilizzata. L'intero paese precipita in miseria. In meno di un anno, il prezzo del pane in Cile aumenta almeno 36 volte; l'85% della popolazione cilena viene spinta sotto la soglia della povertà.
Le crisi non sono spontanee, sono manipolate a vantaggio d'altri
Questi fatti dovrebbero toccare il cuore degli appassionati di economia, magari anche quella degli economisti, o quella dei giornalisti, criminali e ignoranti; perché gli eventi in economia, anche quelli della nostra economia, non sono naturali, sono pilotati; le crisi sono manipolate, e, ai primi sintomi di una crisi economica, uno dovrebbe subito cercare di indagare chi la sta determinando e perché.
Riforme macro-economiche, ampi processi di trasformazione politica e sociale
È già qui che bisognerebbe stare attenti ad un fatto elementare che sfugge sempre ai giornalisti bugiardi e ignoranti: le riforme macro-economiche non sono né "neutrali" né separate dai più ampi processi di trasformazione politica e sociale. Andate a vedere l'interpretazione cilena, post 11/9/73, del cosiddetto "libero-mercato" e del così bene organizzato strumento della "repressione economica." Sono fatti che aiutano a capire quello che accade oggi in Italia e in Europa.
Argentina, copia-carbone del colpo di stato CIA in Cile
Un paio d'anni dopo la tragica repressione economica della popolazione cilena, in Argentina, si ha un altro colpo di stato. Decine di migliaia di persone vengono arrestate e assassinate. La presa di possesso del governo in Argentina è la copia carbone del colpo di stato architettato dalla cosiddetta CIA in Cile. (Gli elementi dell'agenzia cosiddetta CIA sono, da quando l'agenzia è stata ufficialmente istituita, in giro per il mondo a creare disordini, destabilizzazioni, attentati dinamitardi, turbative elettorali, insurrezioni, colpi di stato, e via così, nell'interesse di alcune corporazioni multinazionali: quali?)
Oltre la repressione economica, i massacri e le violazioni dei diritti civili, vengono imposte le riforme del cosiddetto "libero-mercato", questa volta, sotto la supervisione dei creditori di New York.
Povertà, guerra, dislocazione economica = globalizzazione.
L'esperienza dei "Chicago Boys" in Cile e in Argentina, le medicine forti imposte ad economie autosufficienti per demolirle, è un esercizio che poi viene ripetuto altrove, nazione dopo nazione.
La medicina letale del Fondo Monetario Internazionale
Le letali prescrizioni economiche del IMF, il Fondo Monetario Internazionale senza fondo, imposte con il pretesto del "programma di aggiustamenti strutturali" (“structural adjustment program”), espressione con la quale molti imbecilli italiani si riempiono la bocca in televisione e sulla stampa in questi mesi, sono ripetute in più di 150 paesi in via di sviluppo. La medicina del Fondo Monetario Internazionale, dopo i primi lavori in Cile, Argentina e Perù, nutrendosi inesorabilmente di povertà, guerra e di dislocazione economica, produce quegli ampi processi di trasformazione politica e sociale che vengono ripetuti continuamente dai burattini al potere, come fossero elementi di un "nuovo ordine mondiale".
Privatizzazioni: economie nazionali all'asta
Durante questo processo, maggior parte dei regimi militari in America Latina vengono trasformati dagli stessi poteri in regimi cosiddetti "democratici" ai quali si affida il compito raccapricciante di mettere all'asta le economie nazionali in conseguenza dei programmi di privatizzazione patrocinati dalla Banca Mondiale.
Perù: terapia d'urto dello shock economico
Nel periodo delle elezioni in Perù del 1990, l'economia nazionale è in crisi. Il governo populista uscente di Alan Garcia viene messo nella "black list" del IMF. Il 28 luglio del 1990 Alberto Fujimori diventa il nuovo presidente. Solo pochi giorni dopo, si ha la terapia d'urto dello shock economico. Il prezzo del combustibile cresce 31 volte e prezzo del pane sale almeno dodici volte nello spazio di un singolo giorno. Il Fondo Monetario Internazionale, IMF, è costantemente in consultazione con la tesoreria statunitense ed entrambi lavorano dietro le quinte. Le riforme, imposte in nome della cosiddetta"democrazia", sono molto più devastanti delle terapie adottate in Cile ed Argentina, nel pugno della dominazione militare.
Rwanda: contadini, siate più competitivi.
Tra gli anni 1980 e 1990, il Rwanda è uno stato povero, ma ha raggiunto l'autosufficienza nella produzione alimentare. Dal 1990 in poi, l'economia nazionale del Rwanda viene distrutta; la sua vibrante agricoltura viene destabilizzata; il fondo senza fondo dell' IMF domanda l'apertura del mercato interno al "dumping" delle sovrapproduzioni di grano dell'Europa e degli Stati Uniti. Lo scopo dichiarato è quello di incoraggiare i contadini del Rwanda a diventare più competitivi.
L'indagine di Michel Chossudovsky, dal 1992 al 1995, su India, Bangladesh, Vietnam, Kenia, Marocco, Nigeria, Egitto e Filippine, rivela lo stesso modello d'interferenza, di manipolazione economica e politica, degli enti nominati di sopra che sono basati a Washington.
India e Vietnam, dov'è finito il riso?
In India, per conseguenza diretta delle medicine forti del IMF, milioni di persone sono messe alla fame. In Vietnam, una delle economie fra le maggiori produttrici di riso, si hanno carestie a livello locale che derivano direttamente dalla liberalizzazione dei prezzi e dalla deregolamentazione del mercato del grano.
Gorbachev, investitore in USA e divo delle televisioni occidentali in URSS.
Quando si decide di interrompere la tragica frode della cosiddetta "guerra fredda" e si abbatte il muro di Berlino (che non è "crollato", come dicono i ripetitori di luoghi comuni), pare a tutta la stampa occidentale che "finalmente si potrà vivere in pace" e che "finalmente si aprono nuovi promettenti mercati di sbocco all'Est". Gorbachev, grande associato dei capitalisti in occidente, e grande possidente di beni patrimoniali negli USA, divenuto subito un divo per l'industria dell'informazione occidentale, applica diligentemente, puntigliosamente ed immediatamente tutte le indicazioni dell'elenco della spesa suggerite da IMF, dalla stampa occidentale e dagli economisti americani più sponsorizzati; e cioè:
1) Immediata liberalizzazione dei prezzi,
2) privatizzazione subitanea di tutta l'industria più rilevante,
3) investimenti statali nell'industria pesante e automobilistica, che è legata alle vendite dei prodotti petroliferi.
Anche in questo caso, le riforme del IMF sono letali. Dal 1992 in poi, tutti gli stati della precedente Unione Sovietica, da quelli baltici fino alla Siberia orientale, si ritrovano in povertà; gli stati dell'Europa dell'Est vanno in miseria; si hanno carestie in alcune regioni rurali e alla prima occasione utile di libere votazioni, come avviene in Polonia, i cittadini votano subito comunista. Le promesse teoriche di democrazia servono ad introdurre riforme economiche "a strozzo" che demoliscono i sistemi economici e li demoliscono in poco tempo, soprattutto quando sono già stremati da anni di economia gestita dalle varie forme di "capitalismo di Stato", cosiddette "comuniste".
Yugoslavia: bancarotta indotta
In Yugoslavia si attua subito un programma di bancarotte indotte, escogitato dagli economisti della Banca Mondiale. Tra il 1989 e il 90, 1100 imprese industriali vengono chiuse e più di 614.000 lavoratori di quelle industrie vengono messi in mezzo alla strada. Questo è solo l'inizio di un periodo di demolizione della federazione iugoslava.
Espansione della povertà su scala mondiale
Dal 1997, il mondo è molto cambiato. La povertà, che si cerca di ottenere attraverso quelle tecniche di finanziamento a strozzo, condizionato da riforme fiscali oppressive e da manipolazione dei prezzi e congelamento dei salari, si distribuisce e si espande su tutto il pianeta; essa affligge oggi anche l'Europa occidentale e il Nord America. Nel frattempo, le "sovranità" nazionali, che anche fino a ieri erano governate e pilotate indirettamente da burattinai invisibili al pubblico della stampa e della televisione, vengono scalzate per dar luogo ad altre forme pervertite di sovranità formale sovranazionale.
I diritti civili e le libertà individuali, che venivano anche prima tranquillamente calpestati, oggi vengono abrogati anche in senso formale. Tutto ciò è intimamente collegato alle guerre che stiamo mantenendo.
Siti incontri seri
venerdì 19 luglio 2013
mercoledì 17 luglio 2013
Il più grande crimine non è il più grande crimine
Ciò che si è fatto e che si fa in Europa è certamente un crimine, sì, ma non è il più grande crimine da dopo la fine della seconda guerra mondiale e ricalca fedelmente ciò che è già stato fatto altrove. Le coscienze dovrebbero considerare anche gli altri crimini, come fatti non lontani, se non altro perché anch'essi influiscono sulle loro vite e sulle probabilità della loro sopravvivenza. Altri crimini hanno provocato molte più vittime innocenti, sono stati perpetrati con modalità molto simili a quelle del mondo presente e da soggetti riconducibili, più o mano, alle stesse famiglie e agli stessi indirizzi.
Anche quei crimini ci devono interessare e anche quei crimini ci riguardano, moralmente e materialmente. Il vero potere è potere vero, sì, potere che influisce più di quello che appartiene ai pupi della scena politica, sì; ma non è l'unico responsabile.
Anche i giornalisti e i pupi ai governi sono criminalmente responsabili e vanno perseguiti.
I giornalisti della stampa privilegiata dal capitale e della televisione sono criminalmente colpevoli di aver partecipato alle frodi finanziarie su scala mondiale (che non si avrebbero senza informazioni surrettizie) e ai più efferati crimini di guerra in cui si sono ammazzate milioni di vittime innocenti ed altri se ne ammazzano ancora, in questo preciso momento.
"È più facile perseguire la CNN o la BBC, piuttosto del Pentagono", dice sobriamente il Prof. Chossudowsky, e la sua idea è sempre una buona idea. Siccome, media tradizionali e Pentagono, sono entrambi colpevoli, possiamo iniziare a sfilare le carte dalla base del castello e far crollare tutta l'impalcatura fraudolenta della finta lotta al terrorismo posticcio.
Il collasso economico su scala mondiale è intimamente correlato con le varie invasioni in medio oriente. Gli attori politici ed economici sono gli stessi di queste e di altre invasioni.
Crisi Economica "Globale".
La presente tragedia economica italiana ed europea inizia ad essere percepita e discussa, apertamente, subito dopo la crisi dinamica originata negli Stati Uniti d'America tra il 2007 e il 2008. La crisi finanziaria interessa tutto il pianeta e, per conseguenza, desta le coscienze degli europei su una recessione economica pianificata che inizia nei fatti molto prima del 2007 e che è causata da altri fattori primari.
Ma ricordiamoci che i fatti sono correlati; i problemi che strozzano gli imprenditori in Italia e in Europa, che generano disoccupazione e che danno luogo ai salassi per le famiglie, sono la conseguenza di eventi accaduti altrove e di decisioni prese altrove.
Smettere di sostenere tutti questi fatti e tutte queste decisioni, come se fra di esse ve ne fossero di cattive e di buone, di giuste e di ingiuste, è il primo passo per un cambiamento.
"Il più grande crimine da dopo la fine della seconda guerra mondiale".
Le prime vittime della seconda guerra mondiale sono stimate in un numero di morti ammazzati che oscilla fra i 60 e i 65 milioni. Di questi morti ammazzati, 27 milioni sono russi, 10-20 milioni sono cinesi, 6 milioni sono ebrei, come si sa, altri 6 milioni sono tedeschi, 3 milioni polacchi non ebrei, due milioni e mezzo sono giapponesi, un milione e mezzo sono iugoslavi; Austria, Italia, Francia, Inghilterra, Romania, Ungheria e Stati Uniti d'America contano i loro morti ammazzati, ciascuno, fra i 250 mila e i 500 mila.
Ammazzare milioni di persone, dopo il 1945, non è criminale?
Gli interventi militari con i quali si bombarda su milioni di civili sconosciuti non sono crimini? La buffonata dell'undici settembre non è un crimine? Sono state ammazzate 3000 persone ignare sul momento e, con il pretesto dei terroristi fantocci, ne sono stati ammazzati alcuni milioni, in giro per il mondo, ed altri se ne stanno ammazzando in questo momento. Non sono questi dei crimini contro l'umanità? Non sono crimini di guerra? Non è possibile che PR Barnard non sappia della frode dell'undici settembre e che non sia d'accordo sul sì, questi sono crimini. E, se non fosse che gli attori sono più o meno sempre gli stessi, sarebbero anche più gravi del "più grande crimine" di PR Barnard, che resta comunque un crimine, anche se non il più grande da dopo la seconda guerra mondiale.
Elenco provvisorio degli interventi criminali USA-NATO (e agenzie associate) dal 1945 ad oggi
Infatti, dal 1945 in poi, di interventi (militari e pseudo-militari) criminali che hanno causato morti ammazzati e genocidi, se ne contano diversi; lo storico William Blumm, che ha lavorato per il Dipartimento di Stato Americano negli anni settanta, ha diligentemente elencato una serie di operazioni criminali condotte direttamente e indirettamente dal suo governo in giro per il mondo; anche se non è riuscito a ricordarsi di tutti i crimini di stato e di enti di stato di questi anni, su una delle sue opere, Killing Hope, sono elencati gli Stati in cui le organizzazioni militari USA-NATO (e i loro associati, più o meno sotto copertura) hanno organizzato ed attuato: bombardamenti pesanti, anche con armi nucleari "leggere", guerra, guerriglia, colpi di stato, attentati terroristici firmati a nome d'altri soggetti, commercio di droghe pesanti e sintetiche, rivolte, sommosse e delinquenza giovanile; eccoli in ordine cronologico.
Cina, 1945-1960;
Italia, 1947-1948;
Grecia, 1947-1950;
Filippine, 1940;
Corea, 1945-1953;
Albania, 1949-1953;
Europa dell'Est, 1948-1956;
Germania, 1950;
Iran, 1953;
Guatemala, 1953-1954;
Costa Rica, 1950;
Siria, 1956-1957;
Medio Oriente1957-1958;
Indonesia 1957-1958;
Europa occidentale 1950-1960;
Guinea Britannica 1953-1964;
Unione Sovietica 1940-1960;
Italia,1950-1970: supporto agli orfani della chiesa e al terrorismo filofascista;
Vietnam, 1950-1973;
Cambogia, 1955-1973;
Laos, 1957-1973;
Haiti, 1959-1963;
Guatemala, 1960;
Ecuador, 1960-1963;
Congo, 1960-1964: l'assassinio di Patrice Lumumba.
Brasile, 1961-1964: introduzione del meraviglioso mondo delle squadre della morte.
Perù, 1960-1965;
Repubblica Dominicana,1960-1966;
Cuba, 1959-1980;
Indonesia, 1965: liquidare il presidente Sukarno e con lui altri 500 mila.
East Timor, 1975;
Ghana, 1966: Kwame Nkrumah "sta esagerando.."
Uruguay, 1964-1970;
Cile, 1964-1973;
Grecia 1964-1974: "'Affanculo il vostro Parlamento e la vostra Costituzione" - dice il presidente americano.
Bolivia 1964-1975: all'inseguimento del banchiere Che Guevara..
Guatemala 1962 to 1980;
Costa Rica 1970-1971;
Iraq 1972-1975: operazioni di guerra sotto copertura non dovrebbero essere confuse con il lavoro missionario.
Australia 1973-1975;
Angola 1975-1980;
Zaire 1975-1978: il matrimonio celeste di Mobutu e la CIA;
Jamaica 1976-1980: Kissinger's ultimatum;
Seychelles 1979-1981: ecco un'altra area d'importanza strategica.
Grenada, 1979-1984: dove installare una delle industrie più fiorenti di Washington.
Marocco, 1983;
Suriname, 1982-1984: ancora una volta il capro espiatorio cubano.
Libia, 1981-1989: Ronald Reagan incontra i suoi pari.
Nicaragua, 1978-1990: destabilizzazione in lento movimento.
Panama, 1969-1991: "Come freghiamo il nostro fornitore di droghe pesanti".
Bulgaria, 1990/Albania 1991: "Insegnamo ai comunisti la vera natura della democrazia".
Iraq 1990-1991: olocausto nel deserto del Bush padre
Afghanistan, 1979-1992: la Jihad fabbricata in USA.
El Salvador, 1980-1994: ammazzare in nome di diritti umani, stile americano.
Haiti, 1986-1994: toglietemi dalle palle questo prete turbolento.
Somalia, 1993.
Poi, altri grandi crimini dal 1992 ad oggi.
Perù, Messico, Colombia ed Equador, continuano negli anni '90 gli interventi per eliminare i dissidenti, come accadeva prima in America Latina, durante gli anni '60 e '70.
Russia, Mongolia, Bosnia, violente interferenze nelle elezioni;
1999, bombardamenti sulle popolazioni civili e innocenti della Serbia e del Kosovo, per 78 giorni ininterrotti, per la disintegrazione della repubblica federale socialista iugoslava, superstite del comunismo.
2001:
a) auto-attentato a New York, 11 settembre, con la demolizione controllata di 3 torri "gemelle".
(conferenza malese, conferenza canadese, David Griffin, Michael Ruppert)
b) bombardamento e invasione dell'Afganistan;
c) ancora pesanti interferenze nelle elezioni in Nicaragua.
2002
a) continuano gli eccidi di vittime innocenti in Afganistan;
b) tentativo di colpo di stato contro Chavez in Venezuela;
c) Filippine
d) Corno d'Africa
2003:
Iraq;
Liberia;
2004:
Pakistan nord ovest;
Attentato a Madrid;
2005
Auto-attentato a Londra del 7 luglio
2007: Africa Trans-Sahariana;
2010: Yemen
2011: Sudan e Libia
2012: Siria
L'elenco, purtroppo, non è completo; per il momento serve solo a dire due cose:
1) il più grande crimine non è il più grande crimine e non ha ancora prodotti i danni che gli stessi attori di qeusto crimine, hanno compiuto e compiono con il nostro ignorante compiacimento (quando decidiamo quale guerra sia giusta e quale guerra sia sbagliata, quando approviamo la guerra con il paradossale pretesto della pace) o con la nostra frettolosa indifferenza.
2) c'è un legame fra quel crimine e gli altri crimini, perché gli attori sono sempre gli stessi da almeno un secolo. Non si risolve nulla senza aver investigato quel legame.
Sull'esempio del crimine europeo e degli stati esautorati di PR Barnard
Si può anche ipotizzare il ritorno delle banche centrali agli Stati nazionali con sovranità monetaria. Magari. Si può ipotizzare, ma rimane un'ipotesi se non si comprende che il succo della questione sta in chi effettivamente controlla la banca centrale, direttamente e indirettamente. Quando PR Barnard prende ad esempio di banca centrale di uno stato con sovranità monetaria la Federal Reserve, statunitense, dimentica di indagare a chi appartiene la Federal Reserve e chi la gestisce effettivamente, perché, chiunque sia, non trova rappresentazione negli organi istituzionali del territorio statunitense. La Federal Reserve è e si considera un'"agenzia" - per bocca dello stesso Alan Greenspan, che dice proprio "agenzia" - separata dal governo federale in senso sia formale che sostanziale. Per fare un esempio concreto circa l'autonomia della banca centrale statunitense, nessun ente di stato federale ha alcuna giurisdizione per fare verifiche, chiedere spiegazioni o notizie sull'attività della Federal Reserve. Si tratta di una banca autonoma in uno stato che avrebbe un sistema monetario a "moneta sovrana". Ma, se non è soggetta al controllo di nessun ente istituzionale rappresentativo dell'elettorato, se è assolutamente autonoma e non deve rendere conto a nessuno, come si fa a dire che è la banca centrale "dello" Stato? La Federal Reserve decide la politica monetaria degli Stati Uniti d'America, e influisce sulla politica monetaria del resto del mondo, e lo fa come organizzazione non istituzionale, come entità che lavora essenzialmente per sé stessa, servendo gli interessi dei suoi gestori.
Anche quei crimini ci devono interessare e anche quei crimini ci riguardano, moralmente e materialmente. Il vero potere è potere vero, sì, potere che influisce più di quello che appartiene ai pupi della scena politica, sì; ma non è l'unico responsabile.
Anche i giornalisti e i pupi ai governi sono criminalmente responsabili e vanno perseguiti.
I giornalisti della stampa privilegiata dal capitale e della televisione sono criminalmente colpevoli di aver partecipato alle frodi finanziarie su scala mondiale (che non si avrebbero senza informazioni surrettizie) e ai più efferati crimini di guerra in cui si sono ammazzate milioni di vittime innocenti ed altri se ne ammazzano ancora, in questo preciso momento.
"È più facile perseguire la CNN o la BBC, piuttosto del Pentagono", dice sobriamente il Prof. Chossudowsky, e la sua idea è sempre una buona idea. Siccome, media tradizionali e Pentagono, sono entrambi colpevoli, possiamo iniziare a sfilare le carte dalla base del castello e far crollare tutta l'impalcatura fraudolenta della finta lotta al terrorismo posticcio.
Il collasso economico su scala mondiale è intimamente correlato con le varie invasioni in medio oriente. Gli attori politici ed economici sono gli stessi di queste e di altre invasioni.
Crisi Economica "Globale".
La presente tragedia economica italiana ed europea inizia ad essere percepita e discussa, apertamente, subito dopo la crisi dinamica originata negli Stati Uniti d'America tra il 2007 e il 2008. La crisi finanziaria interessa tutto il pianeta e, per conseguenza, desta le coscienze degli europei su una recessione economica pianificata che inizia nei fatti molto prima del 2007 e che è causata da altri fattori primari.
Ma ricordiamoci che i fatti sono correlati; i problemi che strozzano gli imprenditori in Italia e in Europa, che generano disoccupazione e che danno luogo ai salassi per le famiglie, sono la conseguenza di eventi accaduti altrove e di decisioni prese altrove.
Smettere di sostenere tutti questi fatti e tutte queste decisioni, come se fra di esse ve ne fossero di cattive e di buone, di giuste e di ingiuste, è il primo passo per un cambiamento.
"Il più grande crimine da dopo la fine della seconda guerra mondiale".
Le prime vittime della seconda guerra mondiale sono stimate in un numero di morti ammazzati che oscilla fra i 60 e i 65 milioni. Di questi morti ammazzati, 27 milioni sono russi, 10-20 milioni sono cinesi, 6 milioni sono ebrei, come si sa, altri 6 milioni sono tedeschi, 3 milioni polacchi non ebrei, due milioni e mezzo sono giapponesi, un milione e mezzo sono iugoslavi; Austria, Italia, Francia, Inghilterra, Romania, Ungheria e Stati Uniti d'America contano i loro morti ammazzati, ciascuno, fra i 250 mila e i 500 mila.
Ammazzare milioni di persone, dopo il 1945, non è criminale?
Gli interventi militari con i quali si bombarda su milioni di civili sconosciuti non sono crimini? La buffonata dell'undici settembre non è un crimine? Sono state ammazzate 3000 persone ignare sul momento e, con il pretesto dei terroristi fantocci, ne sono stati ammazzati alcuni milioni, in giro per il mondo, ed altri se ne stanno ammazzando in questo momento. Non sono questi dei crimini contro l'umanità? Non sono crimini di guerra? Non è possibile che PR Barnard non sappia della frode dell'undici settembre e che non sia d'accordo sul sì, questi sono crimini. E, se non fosse che gli attori sono più o meno sempre gli stessi, sarebbero anche più gravi del "più grande crimine" di PR Barnard, che resta comunque un crimine, anche se non il più grande da dopo la seconda guerra mondiale.
Elenco provvisorio degli interventi criminali USA-NATO (e agenzie associate) dal 1945 ad oggi
Infatti, dal 1945 in poi, di interventi (militari e pseudo-militari) criminali che hanno causato morti ammazzati e genocidi, se ne contano diversi; lo storico William Blumm, che ha lavorato per il Dipartimento di Stato Americano negli anni settanta, ha diligentemente elencato una serie di operazioni criminali condotte direttamente e indirettamente dal suo governo in giro per il mondo; anche se non è riuscito a ricordarsi di tutti i crimini di stato e di enti di stato di questi anni, su una delle sue opere, Killing Hope, sono elencati gli Stati in cui le organizzazioni militari USA-NATO (e i loro associati, più o meno sotto copertura) hanno organizzato ed attuato: bombardamenti pesanti, anche con armi nucleari "leggere", guerra, guerriglia, colpi di stato, attentati terroristici firmati a nome d'altri soggetti, commercio di droghe pesanti e sintetiche, rivolte, sommosse e delinquenza giovanile; eccoli in ordine cronologico.
Cina, 1945-1960;
Italia, 1947-1948;
Grecia, 1947-1950;
Filippine, 1940;
Corea, 1945-1953;
Albania, 1949-1953;
Europa dell'Est, 1948-1956;
Germania, 1950;
Iran, 1953;
Guatemala, 1953-1954;
Costa Rica, 1950;
Siria, 1956-1957;
Medio Oriente1957-1958;
Indonesia 1957-1958;
Europa occidentale 1950-1960;
Guinea Britannica 1953-1964;
Unione Sovietica 1940-1960;
Italia,1950-1970: supporto agli orfani della chiesa e al terrorismo filofascista;
Vietnam, 1950-1973;
Cambogia, 1955-1973;
Laos, 1957-1973;
Haiti, 1959-1963;
Guatemala, 1960;
Ecuador, 1960-1963;
Congo, 1960-1964: l'assassinio di Patrice Lumumba.
Brasile, 1961-1964: introduzione del meraviglioso mondo delle squadre della morte.
Perù, 1960-1965;
Repubblica Dominicana,1960-1966;
Cuba, 1959-1980;
Indonesia, 1965: liquidare il presidente Sukarno e con lui altri 500 mila.
East Timor, 1975;
Ghana, 1966: Kwame Nkrumah "sta esagerando.."
Uruguay, 1964-1970;
Cile, 1964-1973;
Grecia 1964-1974: "'Affanculo il vostro Parlamento e la vostra Costituzione" - dice il presidente americano.
Bolivia 1964-1975: all'inseguimento del banchiere Che Guevara..
Guatemala 1962 to 1980;
Costa Rica 1970-1971;
Iraq 1972-1975: operazioni di guerra sotto copertura non dovrebbero essere confuse con il lavoro missionario.
Australia 1973-1975;
Angola 1975-1980;
Zaire 1975-1978: il matrimonio celeste di Mobutu e la CIA;
Jamaica 1976-1980: Kissinger's ultimatum;
Seychelles 1979-1981: ecco un'altra area d'importanza strategica.
Grenada, 1979-1984: dove installare una delle industrie più fiorenti di Washington.
Marocco, 1983;
Suriname, 1982-1984: ancora una volta il capro espiatorio cubano.
Libia, 1981-1989: Ronald Reagan incontra i suoi pari.
Nicaragua, 1978-1990: destabilizzazione in lento movimento.
Panama, 1969-1991: "Come freghiamo il nostro fornitore di droghe pesanti".
Bulgaria, 1990/Albania 1991: "Insegnamo ai comunisti la vera natura della democrazia".
Iraq 1990-1991: olocausto nel deserto del Bush padre
Afghanistan, 1979-1992: la Jihad fabbricata in USA.
El Salvador, 1980-1994: ammazzare in nome di diritti umani, stile americano.
Haiti, 1986-1994: toglietemi dalle palle questo prete turbolento.
Somalia, 1993.
Poi, altri grandi crimini dal 1992 ad oggi.
Perù, Messico, Colombia ed Equador, continuano negli anni '90 gli interventi per eliminare i dissidenti, come accadeva prima in America Latina, durante gli anni '60 e '70.
Russia, Mongolia, Bosnia, violente interferenze nelle elezioni;
1999, bombardamenti sulle popolazioni civili e innocenti della Serbia e del Kosovo, per 78 giorni ininterrotti, per la disintegrazione della repubblica federale socialista iugoslava, superstite del comunismo.
2001:
a) auto-attentato a New York, 11 settembre, con la demolizione controllata di 3 torri "gemelle".
(conferenza malese, conferenza canadese, David Griffin, Michael Ruppert)
b) bombardamento e invasione dell'Afganistan;
c) ancora pesanti interferenze nelle elezioni in Nicaragua.
2002
a) continuano gli eccidi di vittime innocenti in Afganistan;
b) tentativo di colpo di stato contro Chavez in Venezuela;
c) Filippine
d) Corno d'Africa
2003:
Iraq;
Liberia;
2004:
Pakistan nord ovest;
Attentato a Madrid;
2005
Auto-attentato a Londra del 7 luglio
2007: Africa Trans-Sahariana;
2010: Yemen
2011: Sudan e Libia
2012: Siria
L'elenco, purtroppo, non è completo; per il momento serve solo a dire due cose:
1) il più grande crimine non è il più grande crimine e non ha ancora prodotti i danni che gli stessi attori di qeusto crimine, hanno compiuto e compiono con il nostro ignorante compiacimento (quando decidiamo quale guerra sia giusta e quale guerra sia sbagliata, quando approviamo la guerra con il paradossale pretesto della pace) o con la nostra frettolosa indifferenza.
2) c'è un legame fra quel crimine e gli altri crimini, perché gli attori sono sempre gli stessi da almeno un secolo. Non si risolve nulla senza aver investigato quel legame.
Sull'esempio del crimine europeo e degli stati esautorati di PR Barnard
Si può anche ipotizzare il ritorno delle banche centrali agli Stati nazionali con sovranità monetaria. Magari. Si può ipotizzare, ma rimane un'ipotesi se non si comprende che il succo della questione sta in chi effettivamente controlla la banca centrale, direttamente e indirettamente. Quando PR Barnard prende ad esempio di banca centrale di uno stato con sovranità monetaria la Federal Reserve, statunitense, dimentica di indagare a chi appartiene la Federal Reserve e chi la gestisce effettivamente, perché, chiunque sia, non trova rappresentazione negli organi istituzionali del territorio statunitense. La Federal Reserve è e si considera un'"agenzia" - per bocca dello stesso Alan Greenspan, che dice proprio "agenzia" - separata dal governo federale in senso sia formale che sostanziale. Per fare un esempio concreto circa l'autonomia della banca centrale statunitense, nessun ente di stato federale ha alcuna giurisdizione per fare verifiche, chiedere spiegazioni o notizie sull'attività della Federal Reserve. Si tratta di una banca autonoma in uno stato che avrebbe un sistema monetario a "moneta sovrana". Ma, se non è soggetta al controllo di nessun ente istituzionale rappresentativo dell'elettorato, se è assolutamente autonoma e non deve rendere conto a nessuno, come si fa a dire che è la banca centrale "dello" Stato? La Federal Reserve decide la politica monetaria degli Stati Uniti d'America, e influisce sulla politica monetaria del resto del mondo, e lo fa come organizzazione non istituzionale, come entità che lavora essenzialmente per sé stessa, servendo gli interessi dei suoi gestori.
sabato 13 luglio 2013
Fisco: mancati incassi per 500 miliardi, e 'sti cazzi?
"Fisco, negli ultimi dodici anni mancati incassi per 500 miliardi. Lotta all'evasione: dal 2000 al 2012 riscontrata evasione per 807,7 miliardi di euro. Incassati solo 69 miliardi."
Dal 2000 al 2012, per distogliere l'attenzione delle masse dei babbei dai reali problemi economici creati dall'Euro e dalle dissennate politiche austere e restrittive, le agenzie che lavorano per le élite al potere, come l'agenzia dell'entrate, hanno emesso ruoli per 807,7 miliardi di euro. Ciò significa che si è montato il rapporto di verifica fino a decidere di dichiarare che l'evasione (che, in quanto evasione, non dovrebbe essere presente e quindi non si dovrebbe sapere come quantificarla se non con stime fantasiose) è stata misurata in oltre 807 miliardi (in dodici anni, cioè, in media, 67 miliardi all'anno).
La somma effettivamente riscossa è di "appena" 69 miliardi, nonostante la pressione fiscale sia al 70 per cento per le aziende e al 50% per i privati; cioè, nonostante le nuove imposte, e nonostante i contribuenti italiani siano continuamente dissanguati dalla sempre più esagerata oppression fiscale, l'ufficio delle entrate lamenta riscossioni inferiori rispetto alle aspettative; eppure il fatto è semplicissimo: se non c'è crescita economica, se non ci sono consumi, la produzione si rallenta e poi si ferma; da ciò discende una conseguenza tanto logica quanto inoppugnabile; si genera meno reddito imponibile. L'economia, quando rallenta, genera meno reddito, per tutti, e quindi meno profitti da tassare; la conseguenza è, ed è sempre stato così, che le entrate dello stato, in modo apparentemente paradossale, diminuiscono con l'aumento della pressione fiscale ogni volta che l'aumento di pressione fiscale contribuisce - come fa - a rallentare la crescita economica, la produzione, la distribuzione, il consumo. Non girano beni, non girano prodotti, non gira denaro, non si produce reddito, si versa di meno all'erario, si versano le ultime gocce di sangue, prima di morire.
Come fanno giornali e TV ad insistere senza pudore sulle idiozie?
Perché i giornalisti sono così imbecilli? E come fanno, quelli che li ingaggiano, a selezionarli così perfettamente imbecilli? Insistono a dire cazzate, come, naturalmente, anche tutti i politici che spingono verso l'obiettivo comune, quello del nuovo ordine mondiale che pare voler avere in Europa uno Stato accentratore con poteri semi-assoluti. Il ruolo degli inetti che in politica cercano di vendere il "più Europa" e il "restiamo nel sistema Euro" è un ruolo meschino, sempre più anime se ne stanno rendendo conto; ma, perlomeno loro sono pagati per continuare a far danni sull'economia e a generare più confusione nell'opinione delle masse. I giornalisti, invece, mi pare, perlomeno molti di loro, e non solo in Italia, mi pare che siano degli idioti naturali e degli spontanei inseguitori di luoghi comuni.
Giornalisti che non mentono
Non mentono, cioè, sono veramente ignoranti e veramente deficienti. Chi gestisce le pubbliche relazioni, se ha interesse a confondere l'opinione delle masse con dei luoghi comuni e delle razionalizzazioni evidentemente false, non deve fare grande fatica. Deve solo assicurarsi di assumere giornalisti idioti. E più sono idioti più li deve far crescere; l'opportunismo esasperato di lecca-culi prostrati come Montanelli, Vespa e Mentana è superato; oggi, serve meno; bastano dei semplici idioti, semi-analfabeti, come Gruber, Travaglio, Fede e tantissimi altri, che maneggiano i luoghi comuni come le scimmie le noci di cocco. E non nominiamo quelli che lavorano per le famiglie capitaliste più rappresentative del padronato estremo, quelli che scrivono sul Corriere della sega, su repubblica o su il sole 24 ore. La sola cosa che riesce più ridicola rispetto alle puttanate che dicono è che c'è ancora una moltitudine di babbei che ci crede e che non ha tempo per leggere saggi ma ha tempo, sempre per rincoglionirsi con i giornali. La carta di giornali, come dice il buon prof. Bagnai, serve per incartare il pesce.
Ora pare che la commissione finanze della camera sia in imbarazzo per via della modesta cifra che lo Stato italiano è riuscito ad esigere con la forza, dissanguando i lavoratori e il risparmio privato, nella cosiddetta "lotta all'evasione". Ma non prova questo che, proprio con la lotta all'evasione, non cava una rapa? Non dimostra forse che le priorità sono altre e che bisogna imparare a leggere i numeri da sinistra a destra e a metterli in ordine decrescente?
LA RISCOSSIONE - Mercoledì il presidente del consiglio Enrico Letta ha sottolineato ancora una volta la propria ignoranza e incompetenza, se non si vuole dire la propria assoluta malafede e disonestà intellettuale, ripetendo quanto sia importante "combattere l'evasione fiscale". "Sarà una lotta senza quartiere" ha minacciato. Una lotta che non consentirà alle agenzie delle entrate di incassare di più ma che certamente contribuirà a demolire ancora di più l'andamento del sistema economico, riducendo ulteriormente la crescita e abbassando ancora di più il reddito pro-capite. Pare una strategia illogica ma lo scopo è proprio questo, pare, a meno che non si voglia immaginare che i burattini alla gestione del potere siano tutti imbecilli come i giornalisti e che chi li manovra non sappia cosa sta facendo. La crisi, tanto più è traumatica e tanto meglio è, serve per determinare grandi mutamenti sociali in meno tempo. Ecco perché taluni grandi, veramente ricchi, investitori, investono sulle crisi, e sui conflitti sociali, e sulle guerre; perché, oltre ad arricchirsi sottraendo a chi ha già di meno, ottengono quei cambiamenti che favoriscono la loro sintesi delirante: quella di tenere schiacciate le altre classi sociali, quelle medie, quelle basse, quelle medio-basse, medio-borghesi, medio-proletarie, tutte, insomma, tutte le classi che non siano "LA classe".
Secondo le tabelle della Commissione finanze, di quegli 807 miliardi, dopo le procedure di contenzioso, arriva a 545 miliardi; di questi, oltre 100 sono riconducibili a soggetti falliti (visto?). Altri 452 miliardi di euro sono riferibili ad "appena" 121.409 grandi debitori. Insomma, alla fine sono riusciti a sottrarre "solo" il 20% di quello che avrebbero voluto prendere.
Il resto delle stupidaggini scritte nell'articolo del Corriere della sega per oggi ce le risparmiamo. Non esiste un modo per far comprendere al più gran numero d'individui la differenza fra i fatti e gli errori. Chi resiste l'oppressione fiscale vive nell'angoscia e nel senso di colpa; chi tenta di tutelare il proprio reddito e il proprio risparmio dai corvi delle agenzie delle entrate è convinto di compiere atti impuri e di agire in modo immorale e illegale. Invece è vero l'opposto. Le agenzie delle entrate non lavorano per il bene della collettività, lavorano per enti privati non statali; gli stati stessi, i loro governi "democratici", non lavorano per il bene della collettività dei cittadini che li hanno eletti, no, essi lavorano per enti privati, per interessi di corporazioni private. Queste corporazioni private monopolizzano i mercati, dominano la finanza, ed hanno una tale influenza sui soggetti pubblici incaricati di gestire gli affari di Stato, che possono rimpiazzarli in qualunque momento. L'uomo politico è costretto a farsi corrompere dalle loro lusinghe, altrimenti perderebbe il posto e si ritroverebbe disoccupato, oltre che sputtanato, quando non, talvolta, ammazzato. Ecco perché bisogna resistere l'oppressione fiscale fino a che non si ottenga perlomeno una tregua fiscale; resistere non è impossibile; lo si può fare apertamente, aderendo alle varie iniziative di attivisti, ovvero, usando gli stessi strumenti legali che usano le élite per gestire i petrodollari, i narcodollari e tutti gli altri n-dollari; costituire una società offshore in un rifugio fiscale, in uno dei cosiddetti paradisi fiscali, dai quali si può lavorare e continuare a produrre ricchezza, in attesa di tempi più onesti.
Dal 2000 al 2012, per distogliere l'attenzione delle masse dei babbei dai reali problemi economici creati dall'Euro e dalle dissennate politiche austere e restrittive, le agenzie che lavorano per le élite al potere, come l'agenzia dell'entrate, hanno emesso ruoli per 807,7 miliardi di euro. Ciò significa che si è montato il rapporto di verifica fino a decidere di dichiarare che l'evasione (che, in quanto evasione, non dovrebbe essere presente e quindi non si dovrebbe sapere come quantificarla se non con stime fantasiose) è stata misurata in oltre 807 miliardi (in dodici anni, cioè, in media, 67 miliardi all'anno).
La somma effettivamente riscossa è di "appena" 69 miliardi, nonostante la pressione fiscale sia al 70 per cento per le aziende e al 50% per i privati; cioè, nonostante le nuove imposte, e nonostante i contribuenti italiani siano continuamente dissanguati dalla sempre più esagerata oppression fiscale, l'ufficio delle entrate lamenta riscossioni inferiori rispetto alle aspettative; eppure il fatto è semplicissimo: se non c'è crescita economica, se non ci sono consumi, la produzione si rallenta e poi si ferma; da ciò discende una conseguenza tanto logica quanto inoppugnabile; si genera meno reddito imponibile. L'economia, quando rallenta, genera meno reddito, per tutti, e quindi meno profitti da tassare; la conseguenza è, ed è sempre stato così, che le entrate dello stato, in modo apparentemente paradossale, diminuiscono con l'aumento della pressione fiscale ogni volta che l'aumento di pressione fiscale contribuisce - come fa - a rallentare la crescita economica, la produzione, la distribuzione, il consumo. Non girano beni, non girano prodotti, non gira denaro, non si produce reddito, si versa di meno all'erario, si versano le ultime gocce di sangue, prima di morire.
Come fanno giornali e TV ad insistere senza pudore sulle idiozie?
Perché i giornalisti sono così imbecilli? E come fanno, quelli che li ingaggiano, a selezionarli così perfettamente imbecilli? Insistono a dire cazzate, come, naturalmente, anche tutti i politici che spingono verso l'obiettivo comune, quello del nuovo ordine mondiale che pare voler avere in Europa uno Stato accentratore con poteri semi-assoluti. Il ruolo degli inetti che in politica cercano di vendere il "più Europa" e il "restiamo nel sistema Euro" è un ruolo meschino, sempre più anime se ne stanno rendendo conto; ma, perlomeno loro sono pagati per continuare a far danni sull'economia e a generare più confusione nell'opinione delle masse. I giornalisti, invece, mi pare, perlomeno molti di loro, e non solo in Italia, mi pare che siano degli idioti naturali e degli spontanei inseguitori di luoghi comuni.
Giornalisti che non mentono
Non mentono, cioè, sono veramente ignoranti e veramente deficienti. Chi gestisce le pubbliche relazioni, se ha interesse a confondere l'opinione delle masse con dei luoghi comuni e delle razionalizzazioni evidentemente false, non deve fare grande fatica. Deve solo assicurarsi di assumere giornalisti idioti. E più sono idioti più li deve far crescere; l'opportunismo esasperato di lecca-culi prostrati come Montanelli, Vespa e Mentana è superato; oggi, serve meno; bastano dei semplici idioti, semi-analfabeti, come Gruber, Travaglio, Fede e tantissimi altri, che maneggiano i luoghi comuni come le scimmie le noci di cocco. E non nominiamo quelli che lavorano per le famiglie capitaliste più rappresentative del padronato estremo, quelli che scrivono sul Corriere della sega, su repubblica o su il sole 24 ore. La sola cosa che riesce più ridicola rispetto alle puttanate che dicono è che c'è ancora una moltitudine di babbei che ci crede e che non ha tempo per leggere saggi ma ha tempo, sempre per rincoglionirsi con i giornali. La carta di giornali, come dice il buon prof. Bagnai, serve per incartare il pesce.
Ora pare che la commissione finanze della camera sia in imbarazzo per via della modesta cifra che lo Stato italiano è riuscito ad esigere con la forza, dissanguando i lavoratori e il risparmio privato, nella cosiddetta "lotta all'evasione". Ma non prova questo che, proprio con la lotta all'evasione, non cava una rapa? Non dimostra forse che le priorità sono altre e che bisogna imparare a leggere i numeri da sinistra a destra e a metterli in ordine decrescente?
LA RISCOSSIONE - Mercoledì il presidente del consiglio Enrico Letta ha sottolineato ancora una volta la propria ignoranza e incompetenza, se non si vuole dire la propria assoluta malafede e disonestà intellettuale, ripetendo quanto sia importante "combattere l'evasione fiscale". "Sarà una lotta senza quartiere" ha minacciato. Una lotta che non consentirà alle agenzie delle entrate di incassare di più ma che certamente contribuirà a demolire ancora di più l'andamento del sistema economico, riducendo ulteriormente la crescita e abbassando ancora di più il reddito pro-capite. Pare una strategia illogica ma lo scopo è proprio questo, pare, a meno che non si voglia immaginare che i burattini alla gestione del potere siano tutti imbecilli come i giornalisti e che chi li manovra non sappia cosa sta facendo. La crisi, tanto più è traumatica e tanto meglio è, serve per determinare grandi mutamenti sociali in meno tempo. Ecco perché taluni grandi, veramente ricchi, investitori, investono sulle crisi, e sui conflitti sociali, e sulle guerre; perché, oltre ad arricchirsi sottraendo a chi ha già di meno, ottengono quei cambiamenti che favoriscono la loro sintesi delirante: quella di tenere schiacciate le altre classi sociali, quelle medie, quelle basse, quelle medio-basse, medio-borghesi, medio-proletarie, tutte, insomma, tutte le classi che non siano "LA classe".
Secondo le tabelle della Commissione finanze, di quegli 807 miliardi, dopo le procedure di contenzioso, arriva a 545 miliardi; di questi, oltre 100 sono riconducibili a soggetti falliti (visto?). Altri 452 miliardi di euro sono riferibili ad "appena" 121.409 grandi debitori. Insomma, alla fine sono riusciti a sottrarre "solo" il 20% di quello che avrebbero voluto prendere.
Il resto delle stupidaggini scritte nell'articolo del Corriere della sega per oggi ce le risparmiamo. Non esiste un modo per far comprendere al più gran numero d'individui la differenza fra i fatti e gli errori. Chi resiste l'oppressione fiscale vive nell'angoscia e nel senso di colpa; chi tenta di tutelare il proprio reddito e il proprio risparmio dai corvi delle agenzie delle entrate è convinto di compiere atti impuri e di agire in modo immorale e illegale. Invece è vero l'opposto. Le agenzie delle entrate non lavorano per il bene della collettività, lavorano per enti privati non statali; gli stati stessi, i loro governi "democratici", non lavorano per il bene della collettività dei cittadini che li hanno eletti, no, essi lavorano per enti privati, per interessi di corporazioni private. Queste corporazioni private monopolizzano i mercati, dominano la finanza, ed hanno una tale influenza sui soggetti pubblici incaricati di gestire gli affari di Stato, che possono rimpiazzarli in qualunque momento. L'uomo politico è costretto a farsi corrompere dalle loro lusinghe, altrimenti perderebbe il posto e si ritroverebbe disoccupato, oltre che sputtanato, quando non, talvolta, ammazzato. Ecco perché bisogna resistere l'oppressione fiscale fino a che non si ottenga perlomeno una tregua fiscale; resistere non è impossibile; lo si può fare apertamente, aderendo alle varie iniziative di attivisti, ovvero, usando gli stessi strumenti legali che usano le élite per gestire i petrodollari, i narcodollari e tutti gli altri n-dollari; costituire una società offshore in un rifugio fiscale, in uno dei cosiddetti paradisi fiscali, dai quali si può lavorare e continuare a produrre ricchezza, in attesa di tempi più onesti.
lunedì 8 luglio 2013
A proposito della cosiddetta guerra alla droga
Nel maggio del 1999, presso la University of Southern California, si allestì una sorta di tribunale (vedi video: Truth & lies about 9/11) per trattare il tema della guerra alla droga e il coinvolgimento costante della CIA nel traffico di droga.
Uno dei relatori all'evento del USC, il capo della polizia di San Jose, allora in pensione, Joseph McNamara, durante l'incontro, aveva detto:
Secondo Michael Ruppert, ex detective, ex operatore CIA,
eccetera-eccetera, c'erano solo due modi plausibili di interpretare
questo fatto così sorprendente. Uno avrebbe potuto pensare che un
fallimento di 27 anni (fino all'epoca di quell'assemblea del 1999),
nonostante un "budget" quasi 200 volte superiore rispetto a quello
iniziale, e a dispetto dell'impegno costante delle menti più brillanti
degli apparati giudiziari e politici, fosse stato la conseguenza di una
forma d'imbecillità collettiva e di contagiosa ignoranza. Non solo tutti gli operatori coinvolti nella guerra alla droga dovevano essere stati incompetenti e negligenti, ma i loro "budget" erano stati continuamente aumentati e il loro lavoro geometricamente remunerato.
Se
anche la proliferazione dei narcotici illegali non era un problema così
prioritario come lo si vendeva, una persona sana di mente avrebbe
dovuto pretendere una ristrutturazione totale degli enti di stato
contaminati da imbecillità, corruzione e incompetenza; licenziamenti in
tronco, in massa, di tutto il personale dirigente degli enti di stato e
revisione totale delle strategie. Il denaro pubblico che veniva
sprecato per l'inutile lavoro di politici e burocrati era denaro
prodotto dal lavoro dei cittadini; ed essendo buttato in quel modo,
avrebbe poi comportato miseria e disoccupazione per loro, per le loro
proprie famiglie e per i loro figli. Nulla avrebbe toccato le famiglie
delle élite.
La seconda interpretazione che se ne cavava, inevitabile, era che, quello stato di cose, che veniva gestito dalle élite più istruite e influenti del paese, rifletteva esattamente ciò che doveva essere: un'economia fondata sulla vendita di stupefacenti a livello globale.
Un'economia che generava valori stimati intorno ai 700 miliardi di dollari all'anno in denaro contante solo negli Stati Uniti. Un'economia che generava profitti di cui qualcuno certamente era beneficiario. Chi?
Per avere maggiori informazioni sulle società offshore contatta: info@iibca.com
Esenzione fiscale, contabilità semplificata, procedure rapide e flessibili, nessun obbligo sulla nomina di collegi sindacali, tutela della libertà della riservatezza bancaria. Società offshore in rifugi fiscali.
Uno dei relatori all'evento del USC, il capo della polizia di San Jose, allora in pensione, Joseph McNamara, durante l'incontro, aveva detto:
- "quando Richard Nixon iniziò la guerra alla droga nel 1972, i fondi stanziati a livello nazionale per tale guerra alla droga ammontavano ad un totale di 101 milioni di dollari. Ai giorni nostri, il totale della somma stanziata ogni anno per la guerra alla droga è di 20 miliardi di dollari. Eppure, ci sono oggi molte più droghe illegali in questo paese, sono meno costose, e sono pure di migliore qualità rispetto al 1972."
(Questo è esattamente ciò che è stato chiesto di credere al mondo con l'attacco alle 3 torri gemelle di New York, l'undici settembre 2001. Come cavolo poteva essere successo che, nonostante i trilioni che si spendevano e si spendono per armamenti, tecnologie belliche, e per la cosiddetta "difesa" qualche pecoraio dalle caverne dell'Afganistan avrebbe architettato e coordinato le demolizioni controllate delle 3 torri gemelle, il dirottamento di 4 aviogetti di linea e il missile piantato nel "retro" del Pentagono?)
La seconda interpretazione che se ne cavava, inevitabile, era che, quello stato di cose, che veniva gestito dalle élite più istruite e influenti del paese, rifletteva esattamente ciò che doveva essere: un'economia fondata sulla vendita di stupefacenti a livello globale.
Un'economia che generava valori stimati intorno ai 700 miliardi di dollari all'anno in denaro contante solo negli Stati Uniti. Un'economia che generava profitti di cui qualcuno certamente era beneficiario. Chi?
I moralisti che si dimenano contro i paradisi fiscali e contro la competizione fiscale, pretendono di combattere fenomeni aberranti come il riciclaggio di denaro proveniente dal traffico di stupefacenti, sono gli stessi operatori ai vertici del sistema finanziario internazionale, che controllano le posizioni chiavi del potere, giurisdizionali e di governo, gli stessi che praticano dall'alto, e con grandissimi numeri, esattamente ciò che predicano e comandano i loro sudditi di non fare.Ci vuole un po' di tempo e dedizione per iniziare solo ad intuire quanto sia rovesciato il mondo che ci appare. Le persone tendono a coprire, a razionalizzare e nascondere, anche inconsapevolmente, anche a sé stesse, la pazzia assoluta del sistema e i colpevoli, ben conosciuti, al suo interno. Celare la verità che minaccia tutti noi è la via psicologica delle famiglie sofferenti che, talvolta, tengono nascoste le violenze sessuali sui propri figli perpetrate da qualche parente stretto. L'antico psichiatra ebreo Carl Jung, discepolo di Freud, aveva detto che "il fondamento di ogni disturbo della mente è dato dalla riluttanza a sperimentare giustificata sofferenza". E Orwell aveva espresso la stessa sofferenza giustificata appartenente a chi doveva fare il terribile sforzo di dire che (2 + 2) = 4.
Non eludere il fisco, pagare le imposte, soffrire in silenzio l'inflazione, essere tassati ad ogni singola transazione, su ogni singolo scambio, donazione, eredità, apertura di conto, demolizione d'auto, richiesta di certificato, visita medica, acquisto di farmaci………..eccetera-eccetera: questi sono tutti atteggiamenti virtuosi.Cercare di sopravvivere, proteggere il proprio reddito, tutelare il proprio risparmio e il proprio patrimonio, difendere i mezzi di sussistenza per le famiglie, dall'oppressione fiscale e dalla rapacità iniqua dell'erario, questi sono comportamenti da censurare. E tutti i moralisti idioti italiani li censurano. Salvo poi a vedere chi sono i veri buoni e i veri cattivi.
Esenzione fiscale, contabilità semplificata, procedure rapide e flessibili, nessun obbligo sulla nomina di collegi sindacali, tutela della libertà della riservatezza bancaria. Società offshore in rifugi fiscali.
venerdì 5 luglio 2013
Austerità e Sanguisuge Internazionali
Austerità: angoscia e auto-stima infantile
Austerità è un termine che evoca al cuore e alla mente due categorie di emozioni irrazionali: la prima è l'angoscia, il terrore panico in rapporto alla sofferenza che l'austerità comporta: la privazione, il risparmio forzoso, la restrizione, le diete; la seconda emozione allieva vagamente la prima, affiancandosi alle altre indotte dalle menzogne dell'industria dell'informazione e dell'intrattenimento televisivo. La seconda emozione irrazionale è una sorta di senso di stima infantile verso i propri meriti; è quella del bambino in prima fila che ha soddisfatto la maestra avendo fatto tutti i compiti, avendo scritto con bella calligrafia ed eseguendo sempre pedantemente tutte le sue istruzioni.
Austerità: dolore, restrizione e "virtù"
L'austerità arreca dolore e restrizione, sì, però mi consente di dire che ho agito virtuosamente e che, grazie alle mie rinunce, grazie al nostro sacrificio, non sarò più considerato un porco, sarò di nuovo fra i primi della classe. Austerità è un termine che richiama virtù astratte, come disciplina, prudenza, virtù, autocontrollo, modestia e persino nobiltà. È un termine altisonante che serve ad ingentilire una realtà penosa, e la miseria morale di chi l'ha determinata.
Frode e demolizione dell'economia di dati territori
Se i burattini che parlano per conto di IMF e BCE avessero detto chiaramente ai popoli dell'Europa dall'economia demolita che le loro pensioni e le loro assicurazioni, e il loro risparmio, e il loro standard di vita, e i fondi per la loro previdenza, e la loro assistenza sociale, sono stati indebitamente sottratti dalle operazioni fraudolente di alcuno loro committenti e dei loro rappresentanti presso i governi degli stati, avrebbero preso calci-in-culo e col cazzo che, supinamente, tutti, chi più - come gli italiani - e chi meno, avrebbero continuato a vedersi aumentare le imposte; ridurre i guadagni netti e la capacità di spesa.
Basta dire Austerità e..
Ma, grazie alla parola magica, dicendo austerità, tutto si aggiusta; perché, implicitamente s'intende con quella parola che i guai di oggi sono determinati dal nostro sregolato stile di vita, dagli sprechi, dalla corruzione e dalle società offshore nei paradisi fiscali. Quindi dobbiamo cambiare noi, dobbiamo cercare di praticare virtù - mentre ci cavano il sangue - e, si sa, la virtù si pratica camminando scalzi, bevendo solo acqua e mangiando una sola volta al giorno. Le misure di austerità comporterebbero una relativamente grave sofferenza temporanea per poi consentire la ripresa della crescita economica e dei consumi ai quali gli umani d'occidente, quelli sopravvissuti alle precedenti due guerre mondiali si sono abituati.
Il trucco è tutto qui: la realtà è l'esatto opposto di questa promessa.
Chiedi agli africani in Etiopia se la terapia IMF e Banca Mondiale degli anni novanta ha permesso loro di mangiare le banane oltre che le radici, controlla bene, controlla anche i danni delle riforme IMF imposte al Brasile con le quali venivano messe in stallo i flussi dei fondi federali per pagare le banche, vedi anche i danni delle riforme IMF in Perù nel 1978, e alle rapine fatte in Russia negli anni novanta che hanno fatto crollare completamente l'economia di tutto il blocco dell'Europa dell'Est. Da quel genere di tonfo non si ha ripresa che possa tenere il passo.
I risultati della medicina austera si conoscono già..
L'aspetto criminale dell'austerità è che i risultati della medicina forte si conoscono già. Chi predica l'austerità ha proprio in movimento un piano che serve esattamente a far succedere quello che succede: il collasso economico di intere aree sviluppate o parzialmente in via di sviluppo; ecco perché Cina Comunista (almeno fino al 2005), Corea del Sud, Taiwan, Hong Kong e Singapore si sono sempre tenuti lontanissimi dai suggeritori del IMF e della banca mondiale, dalle imposizioni del WTO, come pure da tutti i loro consulenti delle università americane e dell'Europa occidentale. Ed ecco perché le loro economie continuano a crescere, nonostante la drammatica contrazione della domanda degli stati importatori dei loro prodotti in occidente.
I prestiti IMF distruggono gli stati ovunque nel mondo
IMF smantella e svende le infrastrutture degli stati che colpisce, dopo aver creato quella situazione di crisi e forzato le privatizzazioni, comprato le imprese per un centesimo del loro valore a beneficio delle corporazioni internazionali e si assicurano che tutto il denaro pubblico sia assorbito dal debito per pagare le banche.
Assalto ai servizi essenziali..
Poi c'è la presa dei servizi essenziali che devono essere tolti dalla gestione della cosa pubblica perché devono essere resi più produttivi; produttivi per chi li possiede, ovviamente, che controlla i prezzi con il monopolio. In Bolivia la gente comune deve andare in rivolta per il prezzo dell'acqua, in Indonesia la gente comune scende in piazza per i sussidi alimentari, in Equador le manifestazioni di protesta si hanno per il prezzo del gas da cucina, in Argentina la gente incazzata protesta per il collasso completo della loro un tempo ricca nazione...
Il comune denominatore di questi casi, di tutti questi casi di impoverimento e di rapina, anche di quelli visti più sopra, è: (IMF + austerità).
In Europa..
Ora si vedono i risultati anche dell'azione IMF in Europa. E anche in Europa si vedono schierarsi poliziotti in tenuta anti-sommossa da una parte e cittadini vituperati e derubati dall'altra; la polizia lavora per le banche, come tutto l'apparato della corruzione politica; ma c'è una via d'uscita alternativa allo scontro con i piedipiatti? I popoli delle nazioni europee dovrebbero prendere l'esempio dell'Islanda. In Islanda si ha un movimento popolare che non combatte contro il governo, semplicemente il movimento popolare diventa governo e prende decisioni tecniche in rapporto al raggiro finanziario che ha creato il debito fraudolento.
La violenza contro la polizia delle banche non risolve il problema e neppure lo chiarisce.
L'esempio islandese andrebbe approfondito.
Austerità è un termine che evoca al cuore e alla mente due categorie di emozioni irrazionali: la prima è l'angoscia, il terrore panico in rapporto alla sofferenza che l'austerità comporta: la privazione, il risparmio forzoso, la restrizione, le diete; la seconda emozione allieva vagamente la prima, affiancandosi alle altre indotte dalle menzogne dell'industria dell'informazione e dell'intrattenimento televisivo. La seconda emozione irrazionale è una sorta di senso di stima infantile verso i propri meriti; è quella del bambino in prima fila che ha soddisfatto la maestra avendo fatto tutti i compiti, avendo scritto con bella calligrafia ed eseguendo sempre pedantemente tutte le sue istruzioni.
Austerità: dolore, restrizione e "virtù"
L'austerità arreca dolore e restrizione, sì, però mi consente di dire che ho agito virtuosamente e che, grazie alle mie rinunce, grazie al nostro sacrificio, non sarò più considerato un porco, sarò di nuovo fra i primi della classe. Austerità è un termine che richiama virtù astratte, come disciplina, prudenza, virtù, autocontrollo, modestia e persino nobiltà. È un termine altisonante che serve ad ingentilire una realtà penosa, e la miseria morale di chi l'ha determinata.
Frode e demolizione dell'economia di dati territori
Se i burattini che parlano per conto di IMF e BCE avessero detto chiaramente ai popoli dell'Europa dall'economia demolita che le loro pensioni e le loro assicurazioni, e il loro risparmio, e il loro standard di vita, e i fondi per la loro previdenza, e la loro assistenza sociale, sono stati indebitamente sottratti dalle operazioni fraudolente di alcuno loro committenti e dei loro rappresentanti presso i governi degli stati, avrebbero preso calci-in-culo e col cazzo che, supinamente, tutti, chi più - come gli italiani - e chi meno, avrebbero continuato a vedersi aumentare le imposte; ridurre i guadagni netti e la capacità di spesa.
Basta dire Austerità e..
Ma, grazie alla parola magica, dicendo austerità, tutto si aggiusta; perché, implicitamente s'intende con quella parola che i guai di oggi sono determinati dal nostro sregolato stile di vita, dagli sprechi, dalla corruzione e dalle società offshore nei paradisi fiscali. Quindi dobbiamo cambiare noi, dobbiamo cercare di praticare virtù - mentre ci cavano il sangue - e, si sa, la virtù si pratica camminando scalzi, bevendo solo acqua e mangiando una sola volta al giorno. Le misure di austerità comporterebbero una relativamente grave sofferenza temporanea per poi consentire la ripresa della crescita economica e dei consumi ai quali gli umani d'occidente, quelli sopravvissuti alle precedenti due guerre mondiali si sono abituati.
Il trucco è tutto qui: la realtà è l'esatto opposto di questa promessa.
Chiedi agli africani in Etiopia se la terapia IMF e Banca Mondiale degli anni novanta ha permesso loro di mangiare le banane oltre che le radici, controlla bene, controlla anche i danni delle riforme IMF imposte al Brasile con le quali venivano messe in stallo i flussi dei fondi federali per pagare le banche, vedi anche i danni delle riforme IMF in Perù nel 1978, e alle rapine fatte in Russia negli anni novanta che hanno fatto crollare completamente l'economia di tutto il blocco dell'Europa dell'Est. Da quel genere di tonfo non si ha ripresa che possa tenere il passo.
I risultati della medicina austera si conoscono già..
L'aspetto criminale dell'austerità è che i risultati della medicina forte si conoscono già. Chi predica l'austerità ha proprio in movimento un piano che serve esattamente a far succedere quello che succede: il collasso economico di intere aree sviluppate o parzialmente in via di sviluppo; ecco perché Cina Comunista (almeno fino al 2005), Corea del Sud, Taiwan, Hong Kong e Singapore si sono sempre tenuti lontanissimi dai suggeritori del IMF e della banca mondiale, dalle imposizioni del WTO, come pure da tutti i loro consulenti delle università americane e dell'Europa occidentale. Ed ecco perché le loro economie continuano a crescere, nonostante la drammatica contrazione della domanda degli stati importatori dei loro prodotti in occidente.
I prestiti IMF distruggono gli stati ovunque nel mondo
IMF smantella e svende le infrastrutture degli stati che colpisce, dopo aver creato quella situazione di crisi e forzato le privatizzazioni, comprato le imprese per un centesimo del loro valore a beneficio delle corporazioni internazionali e si assicurano che tutto il denaro pubblico sia assorbito dal debito per pagare le banche.
Assalto ai servizi essenziali..
Poi c'è la presa dei servizi essenziali che devono essere tolti dalla gestione della cosa pubblica perché devono essere resi più produttivi; produttivi per chi li possiede, ovviamente, che controlla i prezzi con il monopolio. In Bolivia la gente comune deve andare in rivolta per il prezzo dell'acqua, in Indonesia la gente comune scende in piazza per i sussidi alimentari, in Equador le manifestazioni di protesta si hanno per il prezzo del gas da cucina, in Argentina la gente incazzata protesta per il collasso completo della loro un tempo ricca nazione...
Il comune denominatore di questi casi, di tutti questi casi di impoverimento e di rapina, anche di quelli visti più sopra, è: (IMF + austerità).
In Europa..
Ora si vedono i risultati anche dell'azione IMF in Europa. E anche in Europa si vedono schierarsi poliziotti in tenuta anti-sommossa da una parte e cittadini vituperati e derubati dall'altra; la polizia lavora per le banche, come tutto l'apparato della corruzione politica; ma c'è una via d'uscita alternativa allo scontro con i piedipiatti? I popoli delle nazioni europee dovrebbero prendere l'esempio dell'Islanda. In Islanda si ha un movimento popolare che non combatte contro il governo, semplicemente il movimento popolare diventa governo e prende decisioni tecniche in rapporto al raggiro finanziario che ha creato il debito fraudolento.
La violenza contro la polizia delle banche non risolve il problema e neppure lo chiarisce.
L'esempio islandese andrebbe approfondito.
domenica 30 giugno 2013
Società offshore e meccanismi elusivi
Negli ultimi anni la creazione di società offshore, compagnie nominali, filiali, succursali, fiduciarie, trust e altri tipi di compagnie ad hoc è cresciuta enormemente, soprattutto nei cosiddetti rifugi fiscali. Gli studi di consulenza legale e finanziaria e le grandi banche d'affari sono fondamentali per assistere le imprese nelle loro operazioni con le holding che han sede nei paradisi fiscali; oltre a ciò, sono anche utili per permettere e facilitare manovre volte alla ridistribuzione e possibilmente alla riduzione dei carichi fiscali, talvolta all’elusione, se non alla vera e propria evasione fiscale.
Le società offshore crescono ad un ritmo di 150 mila all'anno
Secondo l’Economist, nel 1990 le imprese multinazionali erano 37 mila con 175 mila filiali (ovvero un rapporto di meno di 5 filiali per impresa). Nel 2003, queste cifre erano cresciute rispettivamente a 64 mila e 875 mila (con un rapporto cresciuto a oltre 13 filiali per impresa). Al momento del fallimento la Enron aveva 692 compagnie registrate nelle sole Isole Cayman. Secondo il Senato degli USA sarebbero necessari dieci anni di indagini per districare la matassa societaria messa su dalla stessa Enron.
Le compagnie offshore vengono create a un ritmo di 150 mila l’anno, e sono a milioni in tutto il mondo. Questo senza contare organismi quali i trust offshore e le fondazioni che non hanno obbligo di registrazione e sui quali non c’è modo di fornire una stima.
Il meccanismo dell'operazione offshore nei paradisi fiscali
Produzione già "delocalizzata"
Ecco un esempio semplice sul principio e sul meccanismo che rende conveniente costituire una società in un paradiso fiscale per una moltitudine di operazioni: una multinazionale con sede in un Paese occidentale (per esempio l'Italia) produce parti per l'elettronica. Ovviamente, data l'insostenibile e ingiustificata pressione fiscale italiana, la produzione delle parti avviene materialmente in un Paese che promuove gli investimenti stranieri (in Cina Popolare), ad un costo di 10 dollari, mentre il prodotto finito viene venduto in Italia e all'estero per 100 dollari.
Transazione diretta
Se il passaggio avvenisse direttamente dalla Cina Popolare all'Italia, l’impresa dovrebbe pagare le imposte (e ricordiamo che la pressione fiscale sulle imprese in Italia è del 68%) sui profitti, che sono previste dall'ordinamento fiscale in Italia (in questo caso, per semplificare e trascurando gli altri costi, su 100 – 10 = 90 dollari).
Ma se l'impresa ha una sede estera..
L’impresa costituisce però una filiale in un paradiso fiscale (Hong Kong, per esempio, che è certamente il centro finanziario offshore più sicuro e meglio organizzato, ma potrebbe benissimo essere un altro rifugio fiscale tropicale, come Samoa o le Seychelles). A questo punto la ditta in Cina Popolare vende alla filiale di Hong Kong la sua produzione per 10 dollari. La filiale in Hong Kong rivende a sua volta alla casa madre in Italia per 100 dollari. Questo significa che il profitto di 90 dollari è stato realizzato nel paradiso fiscale di Hong Kong, dove non esiste una tassazione dei profitti derivanti da transazioni avvenute fuori la ristretta area Hong Kong SAR. La casa madre in Italia compra dalla filiale in Hong Kong e rivende le parti di prodotto al suo compratore finale sempre a 101 dollari, realizzando un utile imponibile di 1 dollaro, e pagando le imposte su quel dollaro.
Non necessariamente una filiale estera..
Naturalmente, questo esempio varrebbe benissimo anche qualora l'impresa italiana non avesse una propria filiale in Cina Popolare ma acquistasse direttamente dai suoi fornitori (solitamente produttori che lavorano in conto terzi). Infatti, l'azienda Italiana non dovrebbe far altro che aprirsi una società in Hong Kong SAR (una società leggerissima e a costi fissi annui irrisori), acquistare dai suoi fornitori a 10 dollari, attraverso la propria società di Hong Kong, pagare i 10 dollari, attraverso la propria azienda di Hong Kong, e dipoi fatturare all'impresa italiana (cioè alla propria impresa) i 100 dollari di cui si diceva di sopra. La ditta italiana potrebbe anche fatturare direttamente i 100 dollari alla sua cliente italiana usando la sua ditta di Hong Kong e far consegnare direttamente la merce a destino, attraverso la costituzione e l'intermediazione della sua società di Hong Kong, senza dover far muovere alcuna persona fisica dalla sede Italiana.
Razionalizzare le passività aziendali con la società estera
La costituzione di Società estere si utilizza essenzialmente per razionalizzare l'attività dell' impresa, talvolta anche sfruttando i vantaggi della cosiddetta "delocalizzazione" territoriale; il sistema contributivo Italiano, e il costo del lavoro estremamente gravoso per le aziende italiane, ha comportato la necessità di razionalizzare le passività aziendali, utilizzando anche la rete internet come sistema di scambio di informazioni per poter dislocare sedi aziendali in diverse aree del pianeta.
Protezione beni patrimoniali e pianificazione fiscale
È quindi abbastanza frequente la decisione degli imprenditori avveduti di costituire una società estera per poter razionalizzare alcuni dei processi rispetto a quelli sostenuti in Italia. La costituzione di società estere viene anche utilizzata per proteggere le proprietà immobiliari e i beni patrimoniali delle imprese italiane; le società offshore divengono destinatarie di "attività" immobiliari; le azioni delle società offshore vengono poi destinate in Trust per la tutela del patrimonio. La costituzione di società estere è inoltre utilizzata per la pianificazione fiscale; attraverso la tematica del transfer pricing assume un ruolo strategico per le società multinazionali ed allo stesso tempo costituisce un aspetto di particolare criticità per le nazioni in cui le singole società sono ubicate. È ben frequente, infatti, che, in un'ottica di riduzione del carico fiscale di un intero gruppo multinazionale con filiali in diverse aree del pianeta, l’imponibile venga concentrato nei paesi con i regimi fiscali meno oppressivi, che vengono comunemente indicati come "paradisi fiscali”.
Il cosiddetto Transfer pricing
Quando si dice transfer pricing, comunemente in economia si intende il controllo dei corrispettivi applicati alle operazioni commerciali e/o finanziarie intercorse tra società collegate e/o controllate residenti in nazioni diverse, al fine di verificare che non vi siano aggiustamenti "artificiali" di tali prezzi. Infatti, nell'ambito dei rapporti tra le società estere del gruppo, potrebbe trovare applicazione una certa procedura elusiva; per esempio: la società A, con sede in una nazione come l'Italia, in cui vige un'opprimente e insostenibile pressione fiscale, acquista beni e servizi dalla consorella, la società B, ubicata in un paese a basso livello di imposizione fiscale (come nell'esempio si vuole essere Hong Kong; nella realtà Hong Kong SAR ha un'imposizione fiscale addirittura pari a zero per tutti i redditi prodotti da transazioni che non abbiano luogo direttamente nel mercato interno di Hong Kong SAR). Con lo scopo di concentrare il più possibile l'utile di esercizio nello stato con minore pressione fiscale (a Hong Kong SAR, quindi, nell'esempio qui voluto) la società multinazionale A, con sede in Italia, potrebbe fissare un prezzo di vendita dei beni e/o servizi della società B molto elevato, in modo da far concentrare i profitti nel paese con la minima pressione fiscale (in modo cioè di concentrare i profitti della società del gruppo che ha sede a Hong Kong SAR) e, nel contempo, si otterrebbe che il corrispettivo di riferimento non lasciasse spazio ad alcun margine di ricavo per la società A nell'ipotesi di rivendita di quanto acquistato dalla consorella. Attraverso questo semplice meccanismo, quindi, i prezzi delle transazioni fra le società del gruppo verrebbero determinati da esigenze gestionali del gruppo, esigenze organizzative e tributarie, e non dalle generali condizioni di mercato.
1) I Paradisi Fiscali e le società off-shore
Le società off-shore;
I Paradisi Fiscali;
le IBC (International business companies);
compagine sociale e all'amministrazione, nelle International Business company (IBC);
2) il segreto bancario;
il basso il livello dell'imposizione fiscale diretta ed indiretta;
i "paradisi" valutari;
l'assistenza giudiziaria ad organi inquirenti esteri;
3) Disciplina dei paradisi fiscali
Esame delle discipline giuridiche societarie, valutarie, fiscali, bancarie;
Non vi è una disciplina specifica italiana dei c.d. paradisi fiscali;
le black list recanti l'indicazione di Stati off-shore presentano elencazioni ben eterogenee;
l'elenco di paesi a fiscalità agevolata (d.m. 24.4.92);
Di per sé i centri off shore sono perfettamente leciti e offrono vantaggiose opportunità;
4) Centri finanziari offshore
I centri finanziari offshore operano come società che svolgono attività bancaria e finanziaria;
l'uso di centri finanziari off-shore è diverso nei casi di spostamenti di capitali all'estero per conseguire vantaggi fiscali;
i gruppi multinazionali articolati in holding e caratterizzati da sofisticati sistemi di partecipazione.
giovedì 27 giugno 2013
Paradisi Fiscali Terrestri ma Extraterritoriali
Paradiso terrestre o paradiso fiscale extraterritoriale?
Prendendo spunto dall'articolo titolato "Del paradiso terrestre: possidenti fiorenti ma esenti", si osserva anche qui che, pur non esistendo prove sull'esistenza dell'inferno e dei personaggi pittoreschi delle novelle bibliche, i paradisi fiscali esistono. E sono tutti terrestri. Se lasciamo per un giorno da parte l'articolata letteratura sui cosiddetti "paradisi fiscali"delle isole tropicali, tutta grassa, perlomeno per metà, di grandi coglionerie, interpretazioni soggettive, e oggettivamente errate, dovremmo finire per notare che abbiamo davanti agli occhi un'altra categoria di paradisi fiscali: i paradisi fiscali terrestri, extraterritoriali.
I paradisi fiscali extraterritoriali della Terra sono tre; sono città-stato che non appartengono a nessuno stato e non pagano nessun'imposta a nessun tiranno. Essi sono:
Washington DC (DC sta per District of Columbia) - che non fa parte né della città di Washington e né degli Stati Uniti d'America - ,
la City di Londra, che non è parte né di Londra e né del Regno Unito, e
Città del Vaticano - che non è né parte di Roma né parte dell'Italia - .
Questi tre paradisi fiscali terrestri-extraterritoriali, sono città-stato con il proprio territorio, la propria bandiera, la propria identità, i propri cittadini e il proprio ordinamento giuridico. Se prendiamo il paradiso fiscale del Vaticano, per un primo esempio, osserviamo che ha i suoi organi di stampa ufficiali, le sue radio, le sue televisioni, la sua bandiera, i suoi cittadini, le sue forze armate, svizzere, e le sue prigioni.
Nella basilica di San Pietro, fra i tanti complicati affreschi, c'è l'immagine di dio, quella che è stata ufficialmente approvata dal Vaticano e che fu dipinta dal Michelangelo. Si tratta di un vecchio indiavolato, con la barba lunga e grigia; è un dio sulle nuvole come lo avevamo immaginato da piccoli, ma più dinamico, più furioso e molto più severo, che si dimena in cielo come stesse facendo surf, che lancia anatemi precisi ai suoi servi e gravissime esecrazioni a tutti i peccatori. Coloro che fossero tanto imprudenti da disubbidire ai suoi comandamenti, sarebbero condannati alla dannazione perpetua; anziché andare al paradiso terrestre, sarebbero spediti direttamente all'inferno, o al purgatorio, attraverso un'operazione triangolare coordinata dalla direzione del paradiso terrestre del Vaticano. E le conseguenze appaiono agli ospiti assai raccapriccianti.
Gli schiavi disubbidienti verrebbero assegnati alle cure di instancabili fustigatori,
e dovrebbero poi andare a subire supplizi spaventosi per un periodo di
tempo indeterminato, doloroso, orripilante e lungo, tanto quanto è lunga
l'eternità, se esiste. E il committente è lo stesso dio che proclama di
amare i suoi servi, dalla sua comoda poltrona presso il paradiso
fiscale extraterritoriale del Vaticano, mentre essi si ammazzano di
fatica e riversano i pochi frutti all'erario. Dio e i suoi aguzzini
manipolano i loro sudditi suggestionati come fossero alienisti in un
grande manicomio; si prendono i loro beni, condizionano le loro vite,
ascoltano i loro segreti in confessionale e poi si prendono i loro
figli, mandandoli a morire in guerra o sotto i fanghi, i maremoti e gli
altri disastri naturali che sono sempre loro a causare. Dio è un
campione di omicidio; infatti, è quello che ammazza più di tutti, perciò
è quello che ha più potere di tutti. Naturalmente è un dio che usa
qualche gioco di prestigio, qualche trucco, per suggestionare le teste
vuote dei suoi servi, ubriachi del proprio delirio di fede, e prende
sempre certe strade misteriose che non sono comprensibili per le persone
ignoranti; è il "mistero della fede", quello che non si chiarisce mai; è il cammino difficile al quale si devono avvezzare gli schiavi, perché "diverso è il regno dei cieli", visto che nessuno sa dov'è. Diverso, immateriale e assolutamente astratto. Mentre nel paradiso fiscale terreno, extraterritoriale,
i beni sono assai tangibili e chi li ammassa e li amministra, almeno
per il breve periodo della sua lunghissima vita terrena, può sentirsi a
ragione l'uomo più ricco del mondo. Ma l'organizzazione, l'ordine, e il
suo potere terreno è necessario che sopravvivano la breve durata della
lunghissima vita dei loro papi e dei loro amministratori. Deve durare
altri millenni, continuando a sfruttare la credulità popolare, frodando
tutto il mondo religioso, anche quello apparentemente concorrente alla
chiesa di Roma. Ed è tanto un'organizzazione potente quanto rimane in
grado di durare oltre la vita dei suoi re (o papi) e che sia sempre in
grado di nominare i loro successori.
Le immagini crudeli e violente delle torture dei dannati e del figlio di dio, Gesù Cristo, (che era poi un successore di Giulio Cesare e ne conserva ancora le iniziali) sofferenti, sanguinanti e morenti, con chiodi infilati nelle mani e nei piedi, corone di spine che deturpano i volti, sono in bella mostra in tutto il vaticano e farebbero invidiare il museo delle torture e degli orrori. Sono immagini che ricordano a tutti i fanciulli innocenti che dio consentì la tortura e l'omicidio del proprio figlio, per salvare le anime degli esseri umani - anime che non si sapeva cosa fossero e dove fossero - che sono tutti nati peccatori. Ed è vero che sono nati peccatori. Sono peccatori recidivi d'ignoranza e di vanità. L'ignoranza è il loro primo peccato e la vanità è il secondo. A causa di questa loro ignoranza e vanità essi sono fatti schiavi ed infine oppressi. Il Vaticano, direttamente, e cioè attraverso l'opera propagandistica dei suoi pedagoghi ordinati presso il paradiso fiscale terreno del Vaticano, governa e orienta le vite di almeno due miliardi di persone. Gli altri li comanda attraverso le sue diramazioni segrete, che controllano tutte le altre religioni, compreso l'islam.
Le colossali ricchezze terrene del paradiso fiscale terreno del Vaticano comprendono giganteschi investimenti fatti in cooperazione con i Rothschild, la "corona" del Regno Unito e degli Stati Uniti d'America, e con vasti conglomerati dell'industria del petrolio e degli armamenti, come Shell e General Electric. Le immense proprietà in lingotti d'oro del Vaticano sono custodite presso le banche controllate dai Rothschild: The Bank of England e La Federal Reserve Bank. Secondo alcuni ricercatori ben avveduti, il Vaticano è il più grande potere finanziario, accumulatore di ricchezza e possidente di proprietà in esistenza. Ed è proprio per questo che non deve pagare imposte. L'oppressione fiscale deve dissanguare i lavoratori autonomi e la piccola e media impresa; le iniquità dell'erario, con le sue imposizioni arbitrarie, dirette e indirette, deve affliggere i lavoratori dipendenti, gli operai, i contadini, e anche i lavoratori precari, ai quali restano solo prestazioni occasionali, temporanee, non continuative e sottopagate. I ricchi veri non sono soggetti ad imposta; i ricchi veri sono coloro che l'imposta la esigono e la incassano. È questo il trucco fondamentale che la gente ignorante non vuole capire, perché il contribuente tipico preferisce disporsi prono e baciare l'anello del suo usurpatore, o aspettare che si affacci, per salutarlo come un divo del cinema. Il Vaticano possiede più beni materiali di ogni banca, corporazione e di ogni conglomerato finanziario in tutto il mondo.
Il papa, che è il sovrano visibile di questo colossale ammasso di ricchezza, è uno degli uomini più ricchi del mondo e non a caso risiede nel paradiso fiscale terreno per eccellenza. E, mentre due terzi del mondo vive con meno di due dollari di reddito al giorno, e un quinto del mondo muore letteralmente di fame, il Vaticano continua ad assorbire ricchezza dal mondo credulone, lucra investendola sui mercati della speculazione finanziaria, e, contemporaneamente, predica a proposito dell'arte del dare. Raccomanda ai fedeli di dare, di donare - soprattutto all'ordine di sé medesimo - di rinunciare, e propone per i dissanguati contribuenti la catarsi ascetica e penitenziale.
Ma come hanno fatti i papi e il Vaticano ad accumulare tutta quella ricchezza custodita nei paradisi fiscali terreni extraterritoriali? Parecchi esempi si possono trovare su questo articolo titolato Del paradiso terrestre: possidenti fiorenti ma esenti. Una delle tante tecniche consisteva e consiste nel raggiro della vendita per assoluzione. Molti Vescovi e chierici hanno marcato i peccati e le trasgressioni ai sacri comandamenti con prezzi da capogiro. Vendendo indulgenze essi hanno potuto rastrellare ricchezze di ogni tipo, per secoli, senza dover produrre, trasportare o commercializzare nemmeno un'ostia. I fedeli abboccavano, e pagavano per peccati che non avevano ancora commesso, comprando indulgenze pre-pagate per avere il perdono in anticipo sui peccati che non avevano ancora compiuto; quelli che non pagavano erano altresì destinati alla dannazione perpetua. Vendendo promesse d'indulgenza plenaria in nome d'altri, promesse assolutamente astratte e impossibili da mantenere, vendendo biglietti d'ingresso per il paradiso o per l'inferno, i bravi padri si sono arricchiti senza mai dover lavorare o senza mai dover fare qualcosa di utile anche per gli altri, o per il progresso e il benessere dei popoli che soggiogavano, con la loro bieca propaganda. L'impianto ideologico della chiesa di Roma, della sua inquisizione e del suo pericolosissimo ordine dei gesuiti, è una delle più grandi frodi perpetrate ai danni dell'umanità. Funziona certamente grazie alla propaganda ma, quando sorgono obiettori, le varie associazioni della chiesa di Roma mostrano di possedere potentissime capacità distruttive; riescono ad influenzare i soggetti in posizione chiave del potere e organizzano insurrezioni, guerre, stermini di massa, mettendo quel re contro quell'altro, quel popolo contro quell'altro e quella corrente religiosa contro quell'altra.
Il dio del paradiso fiscale terrestre è un dio onnisciente e onnipotente, un dio dotato di poteri straordinari, che dona l'arcobaleno ai nostri cieli; e però ha continuamente bisogno di denaro per le sue operazioni fruttifere, per i suoi investimenti all'estero, per le sue speculazioni in borsa valori e per ingrassare le sue casse, già pienissime, tenute al sicuro presso i paradisi fiscali terrestri; sono casse stracolme d'oro, di titoli di stato e d'altra roba preziosa sottratta ad altri, per millenni, con l'inganno, la violenza e la rapina. Come Città del Vaticano, anche la città-stato della City di Londra è un paradiso fiscale terrestre e gode di extraterritorialità rispetto agli obblighi fiscali del Regno Unito; ciè significa che non soffre dell'oppressione fiscale e che è, altresì, in regime di totale esenzione dall'obbligo di versare imposte o tributi all'erario. È un quartiere di Londra che non dipende dall’amministrazione comunale e si chiama City of London Corporation; ha un suo sindaco, un suo organo consiliare composto da 100 membri, suoi magistrati e sue forze dell’ordine. Diversamente dai cosiddetti "paradisi fiscali", i paradisi fiscali terrestri sono dei paradisi autentici, pieni d'oro, di gemme e di valori mobiliari. Sono paradisi che godono di extraterritorialità e che non pagano né imposte né tasse.
Per chi desidera avere informazioni su come fare per costituire società offshore in paradisi fiscali, si veda: Costituzione Società Offshore in Paradisi fiscali.
Prendendo spunto dall'articolo titolato "Del paradiso terrestre: possidenti fiorenti ma esenti", si osserva anche qui che, pur non esistendo prove sull'esistenza dell'inferno e dei personaggi pittoreschi delle novelle bibliche, i paradisi fiscali esistono. E sono tutti terrestri. Se lasciamo per un giorno da parte l'articolata letteratura sui cosiddetti "paradisi fiscali"delle isole tropicali, tutta grassa, perlomeno per metà, di grandi coglionerie, interpretazioni soggettive, e oggettivamente errate, dovremmo finire per notare che abbiamo davanti agli occhi un'altra categoria di paradisi fiscali: i paradisi fiscali terrestri, extraterritoriali.
I paradisi fiscali extraterritoriali della Terra sono tre; sono città-stato che non appartengono a nessuno stato e non pagano nessun'imposta a nessun tiranno. Essi sono:
Washington DC (DC sta per District of Columbia) - che non fa parte né della città di Washington e né degli Stati Uniti d'America - ,
la City di Londra, che non è parte né di Londra e né del Regno Unito, e
Città del Vaticano - che non è né parte di Roma né parte dell'Italia - .
Questi tre paradisi fiscali terrestri-extraterritoriali, sono città-stato con il proprio territorio, la propria bandiera, la propria identità, i propri cittadini e il proprio ordinamento giuridico. Se prendiamo il paradiso fiscale del Vaticano, per un primo esempio, osserviamo che ha i suoi organi di stampa ufficiali, le sue radio, le sue televisioni, la sua bandiera, i suoi cittadini, le sue forze armate, svizzere, e le sue prigioni.
Nella basilica di San Pietro, fra i tanti complicati affreschi, c'è l'immagine di dio, quella che è stata ufficialmente approvata dal Vaticano e che fu dipinta dal Michelangelo. Si tratta di un vecchio indiavolato, con la barba lunga e grigia; è un dio sulle nuvole come lo avevamo immaginato da piccoli, ma più dinamico, più furioso e molto più severo, che si dimena in cielo come stesse facendo surf, che lancia anatemi precisi ai suoi servi e gravissime esecrazioni a tutti i peccatori. Coloro che fossero tanto imprudenti da disubbidire ai suoi comandamenti, sarebbero condannati alla dannazione perpetua; anziché andare al paradiso terrestre, sarebbero spediti direttamente all'inferno, o al purgatorio, attraverso un'operazione triangolare coordinata dalla direzione del paradiso terrestre del Vaticano. E le conseguenze appaiono agli ospiti assai raccapriccianti.
Gli schiavi disubbidienti verrebbero assegnati alle cure di instancabili fustigatori,
e dovrebbero poi andare a subire supplizi spaventosi per un periodo di
tempo indeterminato, doloroso, orripilante e lungo, tanto quanto è lunga
l'eternità, se esiste. E il committente è lo stesso dio che proclama di
amare i suoi servi, dalla sua comoda poltrona presso il paradiso
fiscale extraterritoriale del Vaticano, mentre essi si ammazzano di
fatica e riversano i pochi frutti all'erario. Dio e i suoi aguzzini
manipolano i loro sudditi suggestionati come fossero alienisti in un
grande manicomio; si prendono i loro beni, condizionano le loro vite,
ascoltano i loro segreti in confessionale e poi si prendono i loro
figli, mandandoli a morire in guerra o sotto i fanghi, i maremoti e gli
altri disastri naturali che sono sempre loro a causare. Dio è un
campione di omicidio; infatti, è quello che ammazza più di tutti, perciò
è quello che ha più potere di tutti. Naturalmente è un dio che usa
qualche gioco di prestigio, qualche trucco, per suggestionare le teste
vuote dei suoi servi, ubriachi del proprio delirio di fede, e prende
sempre certe strade misteriose che non sono comprensibili per le persone
ignoranti; è il "mistero della fede", quello che non si chiarisce mai; è il cammino difficile al quale si devono avvezzare gli schiavi, perché "diverso è il regno dei cieli", visto che nessuno sa dov'è. Diverso, immateriale e assolutamente astratto. Mentre nel paradiso fiscale terreno, extraterritoriale,
i beni sono assai tangibili e chi li ammassa e li amministra, almeno
per il breve periodo della sua lunghissima vita terrena, può sentirsi a
ragione l'uomo più ricco del mondo. Ma l'organizzazione, l'ordine, e il
suo potere terreno è necessario che sopravvivano la breve durata della
lunghissima vita dei loro papi e dei loro amministratori. Deve durare
altri millenni, continuando a sfruttare la credulità popolare, frodando
tutto il mondo religioso, anche quello apparentemente concorrente alla
chiesa di Roma. Ed è tanto un'organizzazione potente quanto rimane in
grado di durare oltre la vita dei suoi re (o papi) e che sia sempre in
grado di nominare i loro successori.Le immagini crudeli e violente delle torture dei dannati e del figlio di dio, Gesù Cristo, (che era poi un successore di Giulio Cesare e ne conserva ancora le iniziali) sofferenti, sanguinanti e morenti, con chiodi infilati nelle mani e nei piedi, corone di spine che deturpano i volti, sono in bella mostra in tutto il vaticano e farebbero invidiare il museo delle torture e degli orrori. Sono immagini che ricordano a tutti i fanciulli innocenti che dio consentì la tortura e l'omicidio del proprio figlio, per salvare le anime degli esseri umani - anime che non si sapeva cosa fossero e dove fossero - che sono tutti nati peccatori. Ed è vero che sono nati peccatori. Sono peccatori recidivi d'ignoranza e di vanità. L'ignoranza è il loro primo peccato e la vanità è il secondo. A causa di questa loro ignoranza e vanità essi sono fatti schiavi ed infine oppressi. Il Vaticano, direttamente, e cioè attraverso l'opera propagandistica dei suoi pedagoghi ordinati presso il paradiso fiscale terreno del Vaticano, governa e orienta le vite di almeno due miliardi di persone. Gli altri li comanda attraverso le sue diramazioni segrete, che controllano tutte le altre religioni, compreso l'islam.
Le colossali ricchezze terrene del paradiso fiscale terreno del Vaticano comprendono giganteschi investimenti fatti in cooperazione con i Rothschild, la "corona" del Regno Unito e degli Stati Uniti d'America, e con vasti conglomerati dell'industria del petrolio e degli armamenti, come Shell e General Electric. Le immense proprietà in lingotti d'oro del Vaticano sono custodite presso le banche controllate dai Rothschild: The Bank of England e La Federal Reserve Bank. Secondo alcuni ricercatori ben avveduti, il Vaticano è il più grande potere finanziario, accumulatore di ricchezza e possidente di proprietà in esistenza. Ed è proprio per questo che non deve pagare imposte. L'oppressione fiscale deve dissanguare i lavoratori autonomi e la piccola e media impresa; le iniquità dell'erario, con le sue imposizioni arbitrarie, dirette e indirette, deve affliggere i lavoratori dipendenti, gli operai, i contadini, e anche i lavoratori precari, ai quali restano solo prestazioni occasionali, temporanee, non continuative e sottopagate. I ricchi veri non sono soggetti ad imposta; i ricchi veri sono coloro che l'imposta la esigono e la incassano. È questo il trucco fondamentale che la gente ignorante non vuole capire, perché il contribuente tipico preferisce disporsi prono e baciare l'anello del suo usurpatore, o aspettare che si affacci, per salutarlo come un divo del cinema. Il Vaticano possiede più beni materiali di ogni banca, corporazione e di ogni conglomerato finanziario in tutto il mondo.
Il papa, che è il sovrano visibile di questo colossale ammasso di ricchezza, è uno degli uomini più ricchi del mondo e non a caso risiede nel paradiso fiscale terreno per eccellenza. E, mentre due terzi del mondo vive con meno di due dollari di reddito al giorno, e un quinto del mondo muore letteralmente di fame, il Vaticano continua ad assorbire ricchezza dal mondo credulone, lucra investendola sui mercati della speculazione finanziaria, e, contemporaneamente, predica a proposito dell'arte del dare. Raccomanda ai fedeli di dare, di donare - soprattutto all'ordine di sé medesimo - di rinunciare, e propone per i dissanguati contribuenti la catarsi ascetica e penitenziale.
Ma come hanno fatti i papi e il Vaticano ad accumulare tutta quella ricchezza custodita nei paradisi fiscali terreni extraterritoriali? Parecchi esempi si possono trovare su questo articolo titolato Del paradiso terrestre: possidenti fiorenti ma esenti. Una delle tante tecniche consisteva e consiste nel raggiro della vendita per assoluzione. Molti Vescovi e chierici hanno marcato i peccati e le trasgressioni ai sacri comandamenti con prezzi da capogiro. Vendendo indulgenze essi hanno potuto rastrellare ricchezze di ogni tipo, per secoli, senza dover produrre, trasportare o commercializzare nemmeno un'ostia. I fedeli abboccavano, e pagavano per peccati che non avevano ancora commesso, comprando indulgenze pre-pagate per avere il perdono in anticipo sui peccati che non avevano ancora compiuto; quelli che non pagavano erano altresì destinati alla dannazione perpetua. Vendendo promesse d'indulgenza plenaria in nome d'altri, promesse assolutamente astratte e impossibili da mantenere, vendendo biglietti d'ingresso per il paradiso o per l'inferno, i bravi padri si sono arricchiti senza mai dover lavorare o senza mai dover fare qualcosa di utile anche per gli altri, o per il progresso e il benessere dei popoli che soggiogavano, con la loro bieca propaganda. L'impianto ideologico della chiesa di Roma, della sua inquisizione e del suo pericolosissimo ordine dei gesuiti, è una delle più grandi frodi perpetrate ai danni dell'umanità. Funziona certamente grazie alla propaganda ma, quando sorgono obiettori, le varie associazioni della chiesa di Roma mostrano di possedere potentissime capacità distruttive; riescono ad influenzare i soggetti in posizione chiave del potere e organizzano insurrezioni, guerre, stermini di massa, mettendo quel re contro quell'altro, quel popolo contro quell'altro e quella corrente religiosa contro quell'altra.
Il dio del paradiso fiscale terrestre è un dio onnisciente e onnipotente, un dio dotato di poteri straordinari, che dona l'arcobaleno ai nostri cieli; e però ha continuamente bisogno di denaro per le sue operazioni fruttifere, per i suoi investimenti all'estero, per le sue speculazioni in borsa valori e per ingrassare le sue casse, già pienissime, tenute al sicuro presso i paradisi fiscali terrestri; sono casse stracolme d'oro, di titoli di stato e d'altra roba preziosa sottratta ad altri, per millenni, con l'inganno, la violenza e la rapina. Come Città del Vaticano, anche la città-stato della City di Londra è un paradiso fiscale terrestre e gode di extraterritorialità rispetto agli obblighi fiscali del Regno Unito; ciè significa che non soffre dell'oppressione fiscale e che è, altresì, in regime di totale esenzione dall'obbligo di versare imposte o tributi all'erario. È un quartiere di Londra che non dipende dall’amministrazione comunale e si chiama City of London Corporation; ha un suo sindaco, un suo organo consiliare composto da 100 membri, suoi magistrati e sue forze dell’ordine. Diversamente dai cosiddetti "paradisi fiscali", i paradisi fiscali terrestri sono dei paradisi autentici, pieni d'oro, di gemme e di valori mobiliari. Sono paradisi che godono di extraterritorialità e che non pagano né imposte né tasse.
Per chi desidera avere informazioni su come fare per costituire società offshore in paradisi fiscali, si veda: Costituzione Società Offshore in Paradisi fiscali.
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