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mercoledì 19 giugno 2013

Della Crisi Finanziaria “Globale”: la scuola di L. Randal Wray

Della Crisi Finanziaria “Globale”

Dato che gli stati sovrani sono sovrani ed hanno moneta sovrana, in verità non prendono a prestito proprio un accidente e tantomeno vanno a prendere la loro moneta a prestito da altri stati. Altresì, è proprio il disavanzo del bilancio dello stato degli USA che fornisce il “Net Dollar Saving” al resto del mondo; e il disavanzo di bilancio del governo federale USA lo fornisce a tutto il settore privato e alle famiglie. Oltre a ciò, il risparmio non è mai una fonte di finanziamento………il governo USA non ha proprio nessun bisogno di adottare penose misure d’austerità, né di andare a chiedere a qualche altro stato una mano di salvataggio. Tutt’altro, dovrebbe adottare strategie di politica fiscale che facciano da stimolo per l’economia interna in modo da risolvere le crisi e farebbe bene a riprendersi la propria funzione dando un peso più consistente alla propria azione di politica economica per stabilizzare l’economia.

La visione convenzionale sulle cause della corrente crisi finanziaria del pianeta si fissa anzitutto sull’eccessivo deficit (disavanzo) della bilancia commerciale statunitense, che avrebbe assorbito il risparmio “globale”; questa politica del deficit di bilancio non si poteva sostenere, perché sarebbe stato inevitabile che i creditori, prima o poi, avrebbero interrotto il flusso di dollari infuso sui mercato. Il problema sarebbe stato determinato dal tentativo della Federal Reserve di praticare una politica del basso tasso d’interesse che implicava il pompare liquidità nei mercati e conseguentemente carburare l’espansione del mercato immobiliare. Alla fine, con il mondo ricoperto di dollari, l’improvvisa e generale corsa all’incasso del credito da parte di un gran numero di creditori ha fatto collassare il sistema. La Federal Reserve (e anche il ministero del tesoro statunitense) dovettero “accorrere in salvataggio delle banche, delle società finanziarie e delle famiglie“. Quando i prezzi iniziarono a precipitare, la crisi finanziaria si propagò su gran parte del resto del mondo. In base a questa novella, la Cina comunista, essendo l’ultimo soggetto in grado di dispensare moneta in dollari americani, ora tiene in mano i destini degli Stati Uniti d’America e magari anche del resto del mondo. Perciò, sarebbe necessario per gli Stati Uniti d’America iniziare a sopravvivere dei propri mezzi, portando a pareggio i suoi conti e, successivamente, eliminando il suo deficit di bilancio.
Nemmeno una virgola di questa fiaba è stata presa per buona (per esempio) dal professor L. Randal Wray, Università del Missouri – Kansas City.
Gli Stati a sovranità monetaria, come gli USA, operano con moneta sovrana; la moneta sovrana è emessa da governi sovrani di stati sovrani che operano con tasso di cambio flessibile (cioè tasso di cambio, di quotazioni di divise straniere, definito in mercato aperto senza interventi da parte di autorità monetarie centrali). Dato che gli stati sovrani sono sovrani ed hanno moneta sovrana, in verità non prendono a prestito proprio un accidente e tantomeno vanno a prendere la loro moneta a prestito da altri stati. Altresì, è proprio il disavanzo del bilancio dello stato degli USA che fornisce il “Net Dollar Saving” al resto del mondo; e il disavanzo di bilancio del governo federale USA lo fornisce a tutto il settore privato e alle famiglie. Oltre a ciò, il risparmio non è mai una fonte di finanziamento; piuttosto, sono i prestiti ai privati che creano i depositi di conto corrente per finanziare le spese che generano poi le entrate. Una parte di queste entrate, di questi ricavi, possono essere risparmiate; un’aspetto del processo di risparmio riguarda la forma con la quale il risparmio può essere tenuto: può essere tenuto liquido oppure in proprietà materiali. Il disavanzo del bilancio pubblico USA è sostenibile e il governo USA non ha proprio nessun bisogno di adottare penose misure d’austerità, né di andare a chiedere a qualche altro stato una mano di salvataggio. Tutt’altro, dovrebbe adottare strategie di politica fiscale che facciano da stimolo per l’economia interna in modo da risolvere le crisi e farebbe bene a riprendersi la propria funzione dando un peso più consistente alla propria azione di politica economica per stabilizzare l’economia.

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